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Estate, tempo di ripartenza per i casinò

  • Scritto da Marco Fiore

I casinò italiani sono tornati in attività con l'arrivo dell'estate e sono alle prese con vecchi e nuovi problemi.

La tanto agognata ripartenza è diventata finalmente realtà. Grazie al passaggio in “zona bianca” delle rispettive regioni hanno potuto riprendere la normale attività i Casinò di Sanremo e di Venezia, mentre per la casa da gioco di Saint-Vincent la riapertura è stata posticipata alla fine del mese di giugno grazie a un’ordinanza del presidente della Regione Erik Lavevaz che ha permesso di superare il persistere dello status di “zona gialla” che caratterizzava il territorio della Valle d’Aosta.

Nel frattempo giungono notizie di cronaca confortanti sulla possibilità di una riapertura anche del Casinò di Campione d’Italia che ricordiamo era stato chiuso nel periodo ante Covid-19 per problemi di carattere economico e finanziario.
Il settore produttivo di cui parliamo all’interno di questa rubrica può quindi operare nuovamente a pieno regime dopo un lunghissimo e difficilissimo periodo di chiusura forzata. Una notizia che ovviamente ci rende molto felici, allo stesso tempo, una prova certamente non facile per i gestori delle singole attività e che si trovano ora di fronte alla sfida del Green pass, che diventerà obbligatorio per l'accesso alle sale a partire dal prossimo 6 agosto.

La ripartenza coincide con l’estate, periodo in cui tradizionalmente i Casinò registrano afflussi importanti, con tutto quello che ne consegue a livello organizzativo. Però le case da gioco sono organizzate per affrontare picchi di presenze, i meccanismi più che oliati del passato, sono efficaci e tali da scongiurare una mancanza di allineamento dell’offerta di gioco alle aspettative della clientela.

Premesso quanto sopra, ci concentriamo per un attimo sulla situazione del Casinò di Saint-Vincent per il quale, tra le tre case da gioco italiane, la ripartenza coincide anche con l’avvio di un nuovo piano di risanamento economico legato alla procedura di concordato preventivo, con la conseguente esigenza di mettere mano ad una riorganizzazione importante delle attività della produzione. Un tema in più da affrontare, peraltro di non facile soluzione, per il management della casa da gioco valdostana.

Il nostro auspicio, da osservatori esterni, è quello che si possa finalmente mettere in moto un meccanismo virtuoso che renda più agile la gestione del personale, in particolare di quello che opera nel settore più delicato dell’azienda. Un problema che affonda le sue origini nei tempi passati e che purtroppo non è mai stato compiutamente affrontato.
Non è certo uno spirito critico ad animare questa nostra ultima riflessione, quanto il desiderio di vedere risolte controversie che hanno per lunghi anni caratterizzato la vita della casa da gioco valdostana.
I tempi sono cambiati, più volte lo abbiamo scritto, e le aziende che gestiscono il gioco d’azzardo in Italia hanno faticato e faticano tuttora nel darsi un’organizzazione del lavoro dinamica, flessibile e al passo con i tempi. Occorre liberarsi di ingessature e regole che avevano certamente ragione di esistere in tempi gloriosi, ormai purtroppo diventati un ricordo, regole oggi non più sostenibili.

Non è solo il Casinò valdostano ad essere caratterizzato da queste dinamiche, sono le stesse che direttamente o indirettamente rappresentano il tratto distintivo anche delle altre Case da gioco. Il turnover del personale rappresenta una criticità importante per tutte le aziende e in assenza di una programmazione attenta rischia di trasformarsi in un vero boomerang.

Perché nel frattempo anche la clientela è cambiata, nelle abitudini e negli stili di vita. Non si tratta di “rivoluzionare” bensì di “adeguare” la propria offerta di servizi alle mutate esigenze della clientela, che allo stesso modo è stata inevitabilmente interessata da un turnover generazionale.
Il futuro di queste aziende non può solo reggersi sul passato benché lo stesso rappresenti una più che solida base sulla quale costruire nuovi processi organizzativi.

E non possiamo esimerci dal ricordare che uno degli aspetti più importanti sui quale concentrarsi è la modernizzazione e la diversificazione dell’offerta di servizi complementari al gioco per aggiungere intrattenimento al divertimento che il gioco d’azzardo sa regalare.
Quindi, le sfide sono diverse e tutte molto impegnative. Dal nostro punto di vista possiamo solo lanciare un garbato appello affinché una volta per tutte il settore trovi l’energia necessaria a superare gli ostacoli che oggi impediscono di trasformare un modello di business obsoleto in un esempio da presentare al nostro continente come risposta concreta all’evolversi dei tempi.

 

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