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Casinò, il difficile ruolo del direttore giochi tradizionali

  • Scritto da Mauro Natta

Fondamentale ma controverso il ruolo del direttore giochi dei casinò, ecco le possibili criticità.

Ho potuto leggere che il Casinò di Sanremo cerca un responsabile per l’area dei giochi tradizionali, intendendosi i cosiddetti giochi tradizionali e americani.
Un pensiero mi inquieta, forse a torto, e mi sono permesso una ricerca: ecco il risultato che più si attaglia a responsabile, bene inteso a mio parere.

“Risponde personalmente dei compiti e delle mansioni affidatigli” ad esempio, il cassiere è responsabile delle operazioni di cassa. Ho preferito questa definizione probabilmente perché tra le tante mansioni nella casa da gioco ho svolto anche quella di cassiere di sala.

Ora mi pongo alcuni interrogativi, sia chiaro non mi interessa, a 80 anni compiuti, se non per la difficoltà a comprendere la finalità di un siffatto annuncio.

Il primo: a chi è affidato il compito relativo alla politica produttiva? Non può esservi dubbio che se il compito in parola è affidato ad altri è difficile pensare che ne possa rispondere il responsabile. Senza considerare che la politica produttiva dipende, tra l’altro, da tantissime varianti che vanno dal trend del mercato domestico e, avendone i dati, quello nazionale. Mi permetto di aggiungere che un affidabile controllo sulle risultanze del gioco, dalla resa oraria all’incidenza di ogni singolo gioco sul totale dei c.d. giochi da tavolo in quanto è il tema in oggetto, dall’apporto economico per ogni presenza forse suddiviso per tipologia di giornata (ammetto che trattasi di un dato statistico ma interessante anche questo per il marketing) al rapporto tra i due principali fattori relativi ai ricavi di gioco, non dovrebbero, per non dire devono assolutamente, mancare nelle informazioni per essere responsabile. Chiaramente non è tutto ma intendo porre alla dovuta attenzione alcuni elementi indispensabili a chi deve, tramite il suo operato, essere responsabile.

Il secondo discende dall’inquadramento nell’organico previsto. Evidentemente, ritengo che esista il direttore giochi, il vice direttore, il capo ufficio marketing. Supponendo che sia come credo come può essere responsabile chi non si occupa personalmente delle mansioni appena accennate?

Il terzo ed ultimo, ma i dubbi restano ancora numerosi, a chi risponde il responsabile dei giochi tradizionali se non gli è consentito prendere determinate iniziative che spettano alle persone indicate in precedenza?

Non va sottaciuto, e a mio avviso lo credo molto rilevante, una creazione eventuale di figure gestionali che dovrebbero agire in una stessa ma con una finalità univoca che non può che trovare fondamento in un modus operandi impostato alla snellezza funzionale e al decisionismo, qualità che non possono mancare in nessuna azienda e, in specie, da quella in parola proprio per la particolare attività.

Ma il decisionismo non può essere il risultato di numerose riunioni operative, ha necessità di una figura che, stante la professionalità e la grande esperienza maturata, possa prendere una decisione e risponderne personalmente.

 

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