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Tre anni di chiusura del Casinò Campione, tra amarezza e speranza

  • Scritto da Anna Maria Rengo

A tre anni dalla chiusura del Casinò Campione d'Italia, sindacalisti e cittadini raccontano il difficile momento e le attese per il futuro.

Era il 27 luglio del 2018 quando le porte del Casinò Campione d'Italia, a seguito di una sentenza di fallimento della sua società di gestione peraltro successivamente annullata, si sono chiuse. Molto tempo è passato da allora e in questo terzo "compleanno", certamente ancora dimesso e triste, c'è almeno, rispetto ai due precedenti, la speranza che a breve la situazione possa cambiare e che entro il 2021 la Casa da gioco possa tornare in attività.

Gioconews.it ha raccolto in proposito il racconto di chi a Campione d'Italia vive e di chi, da anni, si occupa delle sue complesse vicende.

A iniziare da Vincenzo Falanga, sindacalista della Uil Fp: "Ancora un'estate amara e la giornata di oggi ci ricorda quanto sia difficile far ripartire il casinò senza una programmazione vera e soprattutto una volontà chiara da parte della politica nazionale. A tre anni dalla chiusura potevano essere fatte tante cose ma realtà è che siamo ancora nelle mani dei tavoli dei tribunali, che sono stati gli unici ad assumersi le responsabilità. Ricordo che quel giorno eravamo tutti increduli e ragionare oggi con i 'se' e con i 'ma' è sbagliato. Il mio auspicio rimane lo stesso, ridare credibilità e valore al territorio di Campione cercando nuove strategie per far ripartire il motore del paese. Ma questo non sia l'unico aspetto su cui puntare. Bisogna fare di Campione d'Italia la gemma del lago di Lugano, facendo leva sul turismo e creando un polo attrattivo anche per investimenti commerciali. Bisogna lavorare con l'Ue sfruttando anche il periodo di crisi in corso per fare di Campione una zona franca. In tutto questo ci sarebbe tanto da dire, all'appello manca però ancora un chiaro disegno politico e di visione del futuro. Quando avremo anche questo avremo il sicuro futuro di Campione".

Quelli passati sono stati "tre anni molto difficili" anche per il presidente dell'Associazione operatori economici di Campione d'Italia, Massimino D'Amico.
"Fortunatamente si sta operando per riaprire il Casinò alla luce dell’ultima sentenza, operazione complessa su cui tutte le parti in causa dovranno impegnarsi duramente. Tuttavia la ripartenza della Casa da gioco non è che un tassello del rilancio dell’exclave.
Occorre rendere pienamente operativi i provvedimenti approvati in Parlamento negli anni scorsi in modo da far sviluppare l’economia campionese non solo sul gioco ma anche su cultura, turismo, immobiliare, commercio e start-up/fintech/servizi avanzati, solo in questo modo si potrà garantire un duraturo futuro di sviluppo al paese".

D'Amico sottolinea come "purtroppo per la piena operatività delle norme approvate in Parlamento mancano alcuni passaggi 'tecnici' (non applicazione delle norme sugli aiuti di stato al territorio campionese; accise allineate ai livelli minimi previsti in sede europea) su cui si deve prendere atto di un’insufficiente attenzione da parte degli uffici deputati, sarebbe importante che questi provvedimenti venissero presi sollecitamente in modo che anche il Casinò se ne possa giovare nella complessa fase di ripartenza".
Infine "un’altra opportunità si apre per Campione: l’interruzione dei negoziati tra la Commissione Europea e la Svizzera sull’accordo istituzionale apre interessanti potenzialità per il territorio campionese che, essendo un territorio Ue nel mezzo del Canton Ticino, potrebbe svolgere la funzione di trampolino verso il mercato europeo per le aziende svizzere, oltre alle interessanti opportunità offerte dal programma Interreg Europa.

Su tutto questo sto lavorando intensamente e mi auguro poter ottenere qualche positivo risultato in autunno. Anche così si potrà contribuire al rilancio dell’economia dell’exclave sviluppando nel contempo la collaborazione con le aziende svizzere e ticinesi in particolare".

Caterina Ferrari, portavoce del Gruppo residenti di Campione d’Italia, ora confluito nel Comitato civico, ricorda il 27 luglio di tre anni fa: "Questo giorno ha cambiato la mia vita e quella di intera comunità, ricorderò sempre in modo vivido le lacrime che scendevano sul mio viso quando incredula sentivo alla radio che il Casinò era fallito. L'auspicio è che presto queste lacrime vengano sostituite da lacrime di gioia nel vedere la ripartenza del cuore pulsante del nostro paese".

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