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Buat: 'Casinò St. Vincent, attenzione ai costi e iniziative su ricavi'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il nuovo amministratore unico del Casinò di Saint Vincent, Rodolfo Buat, fa il punto sul suo ritorno alla Casa da gioco e sugli obiettivi fissati.

“Ritorno al Casinò di Saint-Vincent con un’età diversa, con diverse esperienze fatte in questi cinque anni e con la speranza di potermi rendere utile per costruire il futuro di un’azienda alla quale ho dedicato una parte importante della mia vita professionale”.

Lo afferma a Gioconews.it il nuovo amministratore unico del Saint Vincent Resort & Casino, Rodolfo Buat, che aveva lasciato la Casa da gioco nel 2016, per poi tornarvi ora con l'apicale carica che gli è stata conferita dalla Regione Valle d'Aosta.

Quali cambiamenti nota da allora, ovviamente amplificati dall'emergenza pandemica?

“La prima impressione è stata positiva. Ho ritrovato il grande patrimonio che conoscevo e che le necessità della ristrutturazione non hanno certo cancellato”.

Il Casinò deve onorare il concordato omologato, un percorso complicato dal duplice lockdown. Come si muoverà al riguardo?

“Onorare il concordato vuol dire avere le risorse per mantenere le promesse fatte ai creditori. È la porta del futuro: indietro non si torna. È necessario mantenere una forte attenzione ai costi e iniziare a costruire nuovi progetti per mantenere o incrementare i ricavi. Questo con un dialogo costante con gli organismi di controllo”.

Lei pensa che la pandemia renderà necessaria una nuova riorganizzazione interna e del personale, magari riducendo ulteriormente l'organico?

“Non ho ancora un’idea precisa sull’organico, che in ogni caso è già stato ridotto in modo significativo”.

Al di là dell'obiettivo di far quadrare i conti, quali altri si pone e le sono stati posti dalla proprietà?

“La proprietà è interessata a valorizzare, com’è naturale, un asset straordinario per il territorio costituito da una casa da gioco e da un complesso alberghiero. Ho lo stesso obiettivo”.

Una delle caratteristiche del Casinò di St. Vincent è la perdurante sussistenza di più contratti di lavoro. Come si muoverà al riguardo e come imposterà le sue relazioni con le organizzazioni sindacali?

“È un tema su cui ho valorato molto nel passato. Non ho però ancora avuto modo di conoscere e comprendere le novità degli ultimi anni. Certamente ci sarà molto rispetto verso le organizzazioni sindacali e un confronto responsabile nella diversità dei ruoli”.

Negli ultimi anni in Consiglio Valle ci sono state diverse maggioranze politiche, con ricadute anche sul casinò. Cosa chiede al socio?

“L’azienda ha un socio di riferimento, la Regione Autonoma Valle d’Aosta, che è anche un’importante istituzione italiana. Più che chiedere qualcosa, mi sono messo semplicemente a disposizione come un cittadino che ha un’esperienza di azienda”.

Come giudica il panorama attuale dei casinò italiani, anche alla luce della ormai possibile riapertura di quello di Campione d'Italia?

“È prematuro fare un’analisi mercato. Troppo breve ancora la ripresa delle attività. In ogni caso non credo che la riapertura di Campione sia un problema. I casinò italiani sono sempre stati quattro”.

A suo modo di vedere, il gioco online è un business sul quale il Casinò di St. Vincent dovrà puntare?

“Il gioco on line può essere l’occasione per una diversificazione dell’offerta, ma da realizzare insieme a partner specializzati. La soglia di ingresso tecnologica è molto elevata per quel che ricordo”.

Quando è importante il casinò e la sua parte alberghiera per lo sviluppo turistico dell'intera Valle?

“Il Casino de la Vallée e il Grand Hotel Billia sono due realtà che hanno bisogno una dell’altra. Tuttavia rappresentano due modelli di business molto diversi e al di là dei legami importanti hanno mercati di riferimento distinti. La Valle d’Aosta è una Regione con grandi opportunità turistiche, legate in gran parte allo straordinario patrimonio naturale. Certo, casa da gioco e albergo sono parte di un’offerta integrata di servizi da proporre ai turisti che visitano la Regione. A volte però dimentichiamo che casinò e albergo sono inseriti nella splendida cittadina di Saint-Vincent che mantiene un fascino senza tempo e che mette a disposizione le Terme e una rete di accoglienza”.

 

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