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Gestione Casinò e Comune: ecco i rinviati a giudizio

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Emessa la sentenza con la quale il tribunale di Como dichiara decaduti alcuni reati e alcuni non luogo a procedere: i capi d'accusa e i rinviati a giudizio .

Per tutti gli altri reati e gli altri imputati, la prima udienza è fissata per il 12 aprile 2022 ed è stata dunque accolta la richiesta di rinvio a giudizio.

Tuttavia, nella sentenza emessa dal giudice del tribunale di Como Andrea Giudici (le motivazioni saranno depositate entro 30 giorni) viene dichiarato il non luogo a procedere nei confronti dell'ex vice sindaco Maria Paola Mangili, l'ex vice sindaco Florio Bernasconi, dell'ex segretario comunale Giampaolo Zarcone ed Emanuela Radice per l'imputazione loro ascritta al capo 1) punto a), perchè il reato è estinto per intervenuta prescrizione, per le imputazioni al capo a) punti b), c) ed f) perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato, per l'imputazione loro ascritta al capo 1) punto e) perchè il fatto non sussiste.

Non luogo a procedere nei confronti di Roberto Salmoiraghi, Lucia Amato e Emanuela Radice per l'imputazione loro ascritta al capo 2) punti a) e c), perchè il fatto non è più pervisto dalla legge come reato e, punto b), perchè il fatto non sussiste.

Non si procederà nei confronti di Piccaluga, Salmoiraghi, Zarcone, Amato, Radice, dei revisori dei conti Antonella D'Aniello, Pierantonio Montagnini, Salvatore Palmi e Giovanni Toninelli per l'imputazione loro ascritta al capo 4) punto a) perchè il fatto non sussiste; come pure dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di Radice e comandante della polizia municipale Maurizio Tumbiolo per l'imputazione loro ascritta al capo 8) perchè il fatto non sussiste.

Non luogo a procedere neanche nei confronti del commercialista Angelo Maria Palma per l'imputazione al capo 9) per non aver commesso il fatto e per le imputazioni a lui ascritte i capi 10) e 11) perchè il fatto non costituisce reato e, infine, non luogo a procedere nei confronti di Radice e Zarcone per l'imputazione loro ascritta al capo 11) per non aver commesso il fatto.

I RINVIATI A GIUDIZIO

Mangili, Bernasconi e Zarcone e Radice dovranno dunque andare a giudizio per il delitto previsto al capo 1) lettera d), quindi perchè ""condizionavano, con delibera del 24/4/2015, il pagamento del credito di 30.516.392 franchi alla previsione di introiti futuri da parte del Casinò superiori al limite dei 130 milioni di franchi richiamando il disposto normativo dell'articolo 10, comma 2, del Dl 174/2012".

Rinvio a giudizio per Salmoiraghi, l'ex vice sindaco Alfio Balsamo e Amato per i capi di imputazione previsti al punto 3), quindi perché "abusando dei poteti inerenti la funzione pubblica" e "omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto" approvavano un "provvedimento amministrativo con il quale procuravano intenzionalmente " un "ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nella conservazione del rapporto di pubblico impiego con l'ente comunale" a due parenti di Salmoiraghi e Balsamo.

Piccaluga, Salmoiraghi, Zarcone, Amato, Ricci, D'Aniello, Montagnini, Palmi e Toninelli andranno a giudizio per avere omesso di "rilevare i gravi ed evidenzi artifici contabili esistenti nella contabilità dell'Ente" dal 2013 al 2015.

Ancora, Salmoiraghi, Amato e Radice andranno a giudizio perché nel 2017 "attestavano falsamente" che "il conferimento" dell'immobile comunale Villa Mimosa alla partecipata Casinò Campione Spa "era avvenuto a titolo gratuito, omettendo di indicare che l'immobile comunale era destinato a garanzia del mutuo ipotecario per 5 milioni di euro già deliberato dalla Banca popolare di Sondrio".

Giudizio, per Mangili, Radice e Tumbiolo, perché gli stessi "omettevano di operare, in favore di Regione Lombardia, i trasferimenti della quota parte dei canoni concessori riscossi dal Comune" dal 2008 al 2011, portando un vantaggio patrimoniale per il Comune, e conseguente danno per le casse regionali, per 1.573.024 franchi.

Ancora, Radice e Tumbiolo dovranno rispondere di aver attestato "falsamente che Radice" era residente a Campione.

Venendo più direttamente alla parte casinò, l'ex presidente Massimo Ferracin, l'ex Ad Carlo Pagan, Giampaolo Brianza quale sindaco effettivo della società, Mauro Invernizzi quale presidente del collegio sindacale dovranno rispondere del fatto che "al fine di conseguire per sè o per altri un ingiusto profitto consistito nel protrarre l'attività sociale senza adottare le decisioni di cui all'articolo 2447 del cc, nel bilancio di esercizio 2014 (...) consapevolmente esponevano fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società in modo concretamente idoneo a indurre altri in errore" e "indicavano nello stato patrimoniale, alla voce Patrimonio netto, il valore negativo di meno 27.272.389 euro in luogo dell'effettivo valore negativo di meno 78.424.912 euro determinato dall'utilizzo, nel bilancio dal 31.12.2011, 31.12.2013. e 31.12.2013 (...) di false valutazioni riferite a operazioni di conferimento di marchi per un valore di 22,7 milioni in luogo del valore effettivo pari a 0 euro, usufrutto decennale sull'immobile municipale conferito al valore di 67.225.116 euro in luogo del valore effettivo pari a 38.772.594 euro e quindi sopravvalutato di 28.452.522 euro".

Ferracin, Pagan, D'Aniello (quale componente del Cda), Radice, Zarcone (quale componente del Cda), Brianza, Invernizzi andranno anche a giudizio perché nel ilancio di esercizio, stavolta al 31.12.2015, esponevano "fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero", con le stesse indicazioni allo stato patrimoniale del bilancio precedente e inoltre indicando un "usufrutto ventennale sull'immobile municipale" conferito al valore di 137.114.336 euro in luogo del valore effettivo pari a 75.193.242 euro, e sopravvalutato di 61.921.093 euro.

Infine, Ferracin, Pagan, Brianza e Invernizzi dovranno rispondere di accuse simili per quanto attiene il bilancio di esercizio al 31.12.2016.

 

 

 

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