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Verso nuovo concordato a Campione, azienda tratta con dipendenti

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Trattative in corso a Campione d'Italia con i dipendenti che hanno impugnato il licenziamento, anche dopo il rinvio dell'udienza.

L'esigenza è di chiudere il prima possibile, visto che entro il 19 aprile l'azienda dovrà presentare in tribunale a Como la documentazione aggiuntiva al piano concordatario già inviato due anni e mezzo fa. C'è dunque da "sistemare" la questione relativa al trattamenti economico dei dipendenti della Casa da gioco di Campione d'Italia, a cominciare dai 270 che hanno impugnato il licenziamento di fronte al tribunale del Lavoro di Como.

Come noto, la prima udienza di merito si è tenuta, anche se solo formalmente, qualche giorno fa: la stessa è stata infatti rinviata al 25 maggio, in considerazione del fatto che la società di gestione ha inviato una bozza di proposta scritta ai legali che rappresentano i dipendenti, e che dunque si sta ragionando su di essa.

Il nodo da sciogliere, in questa proposta, non è tanto e non solo quanto si propone di corrispondere ai dipendenti e in che tempi, ma soprattutto che essa prevede un trattamento diverso tra coloro che saranno poi reintegrati sul posto di lavoro e coloro che non lo saranno, senza tuttavia specificare i criteri della riassunzione e tantomeno fare nome e cognomi. Naturalmente, la trattativa, anche se guidata dai legali dei dipendenti, è individuale, nel senso che ciascuno deciderà se firmare o no un accordo con l'azienda, che poi dovrà fare i suoi conti e sintetizzarli nella documentazione aggiuntiva che presenterà al tribunale.
I tempi pronosticabili, per la chiusura della trattativa con i dipendenti, sono la prima settimana di aprile, così che poi la società di gestione possa compiere tutti i passi formali che serviranno ad arrivare con la documentazione in tribunale entro massimo il giorno 19 del mese prossimo.

Obiettivo della proprietà, ossia il Comune di Campione, è di risanare la società attuale, il che, secondo il socio unico, consentirebbe anche una più rapida riapertura della Casa da gioco. C'è inoltre da considerare che in caso di fallimento della stessa (l'udienza è fissata per il 3 maggio) non solo le prospettive di riapertura si farebbero più lunghe e incerte, ma i dipendenti potrebbero recuperare soltanto il Tfr, tramite l'Inps.

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