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Casinò: un anno di lockdown, persi il 67,85 percento di incassi

A un anno dal primo lockdown dei casinò, un conto salatissimo in termini di incassi e ingressi.

 

Festa della donna, certo, ma i casinò, come il gioco italiano nella sua interezza, "festeggiano", è proprio il caso di mettere questa parola tra virgolette, un anno dal primo lockdown, disposto con Dpcm dall'allora premier Giuseppe Conte per combattere la pandemia.
Si sperava, si credeva che sarebbe durata poco, e invece, un anno dopo, i casinò sono ancora chiusi, dopo essere tornati brevemente in funzione da metà giugno fino alla fine di ottobre, quando è stata disposta una seconda chiusura che purtroppo si protrarrà (almeno) fino al 6 aprile.

Ma quanto è costato, sinora, ai casinò, questa doppia e prolungatissima chiusura? Nel periodo che va da marzo 2020 a febbraio 2021 (e ovviamente anche all'8 marzo 2021, per tutto il mese e fino ad almeno il 6 aprile), i casinò italiani hanno complessivamente incassato 59.073.380 euro, il 67,85 percento in meno rispetto allo stesso periodo, non coincidente con l'anno solare e terminato a fine febbraio 2020.

IL DETTAGLIO DEI DATI - Una flessione pesantissima, con lievi differenze tra un casinò e l'altro: Sanremo totalizza 15.231.805 euro, il 63,59 percento in meno ed è comunque quello che ha avuto l'andamento "migliore".

Segue Saint Vincent, che nei dodici mesi incassa 18.429.741 euro, il 67,66 percento in meno, e chiude Venezia, con 25.411.833 euro e una flessione del 70,09 percento.

Cali a doppia cifra e fortissimi pure sul fronte ingressi: in totale si è registrato un calo del 70,55 percento (329.957 quelle contegggiate), più lieve a Sanremo (meno 66,72 per un valore assoluto di 59.551), in seconda posizione Saint Vincent con meno 68,30 percento (103.812) e infine Venezia a meno 72,86 percento (166.594).

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