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Casinò tra debiti di gioco e limiti a contanti

  • Scritto da Mauro Natta

I ricavi dei casinò, pandemia a parte, sono influenzati anche dalle norme relative al trattamento dei debiti di gioco e all'utilizzo del denaro contante.

Al di là delle disposizioni adottate per fronteggiarre la pandemia, la disponibilità economica immediata fa la differenza, non si può avere alcun dubbio. Il casinò di Monte Carlo ha registrato perdite di ricavi percentualmente inferiori a quelli italiani.
C’è poco da stupirsi, è sufficiente porre mente alla diversità dei contanti utilizzabili in Italia e quelli che una persona può portarsi all’estero. Nel secondo caso sino a 9,999 euro. Le disposizioni vigenti sono queste e vanno rispettate.

Già nel 1992, quando si discuteva, inizialmente, con progetti e disegni di legge presentati il Parlamento di nuove case da gioco nel Paese, avevo salutato con gioia il suggerimento che indicava una diversa collocazione dei debito di gioco se generati da titoli di credito negoziati nei casinò autorizzati.

Contemporaneamente, allora non era in vigore la limitazione dell’uso dei contanti, nello stesso progetto di legge si prevedeva che le notizie assunte nelle case da gioco non potevano essere utilizzate fiscalmente a meno che non avessero attinenza con il diritto penale.

Sicuramente è impensabile che si possa cambiare un assegno importante ma, posto che solitamente la professione del cliente è nota sino dall’ingresso, l’operazione diventa possibile e con un rischio calcolato.
Rileva che se il debito di gioco in parola non è più una obbligazione naturale si potrà procedere al recupero; si potrebbe anche pensare che una cifra modesta in aggiunta ai contanti non può, in molti casi, fare una differenza sostanziale. Non va sottaciuto che un protesto può danneggiare qualunque attività commerciale.

Purtroppo, e mi dispiace, sono sempre a ripetermi. Chiaramente è poco probabile che le case da gioco ritornino, a breve, ai numeri dal 2007 e seguenti anche se lo spero; non sarà sufficiente contenere i costi nel modo in cui è stato fatto nel recente passato, non sarà possibile contare su introiti soddisfacenti senza ricorrere ad una ampia diversificazione di prodotti e servizi.

Sarà indispensabile, a mio parere, una sempre più oculata, attenta e professionale gestione, forse più difficile a realizzarsi ma senza dubbio da tentare quale tramite per conseguire quei risultati che le disposizioni istitutive della case da gioco si prefiggevano.
Nel mio piccolo ho cercato spesso, nelle pagine che gentilmente mi ospitano, di suggerire modi, argomenti e mezzi con i quali operare per sollevare una attività complementare al turismo, il tramite, certamente non unico, per incrementare anche l’occupazione nella viva speranza che si possa ritornare con una discreta approssimazione ai tempi nei quali ho lavorato per quaranta anni.

 

 

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