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Casinò: perdite per 40 miliardi di dollari in tutto il mondo

  • Scritto da Anna Maria Rengo

La devastante portata dell'impatto del Covid-19 sul settore dei casinò è ora chiara: le entrate di quest'anno diminuiranno di 40 miliardi di dollari, secondo Global Betting and Gaming Consultants.

La pandemia da Covid-19 spoglierà i casinò mondiali del 25 percento delle loro entrate di gioco entro il 2020, per una somma superiore ai 40 miliardi di dollari statunitensi. E i soldi non torneranno presto nelle casse delle società. A stabilirlo è una ricerca realizzata dalla britannica Global Betting and Gaming Consultants (Gbgc) per l'ultima edizione del rapporto annuale Global Gambling Report dell'azienda nel quale indica che ci vorranno tre anni prima che l'industria recuperi le entrate di cui godeva prima della pandemia. Gbgc ha messo questo numero a confronto con quello del 2019, quando risultava un totale di 168,5 miliardi di dollari.
"Le prospettive per i settori di gioco di tutte le giurisdizioni rimangono incerte", spiega il direttore dell'azienda, Warwick Bartlett, in un'intervista rilasciata a Ggb News. “Qualsiasi recupero futuro dipende da molteplici fattori. È difficile prevedere quale sarà il più influente e in che modo interagiranno tra loro".
Ciò è stato chiarito in una recente valutazione del Fondo monetario internazionale relativa al modo in cui molti paesi "affrontano una crisi a più livelli che comprende shock sanitari, perturbazioni economiche interne, precipitazione della domanda esterna, inversione dei flussi di capitale e un crollo dei prezzi delle materie prime" in un mondo, inoltre, in cui "prevalgono i rischi di un risultato peggiore".

ADATTABILITA' DEI CASINO' - Nonostante tutto questo, il rapporto Gbgc mostra che i casinò nel complesso hanno mostrato una capacità impressionante di resilienza, come richiesto dalla crisi, dimostrandosi "estremamente adattabili nelle misure che hanno introdotto per tornare in attività".
Macao, il più grande mercato di gioco al mondo, è stato il primo a chiudere nel tentativo di contenere il virus, che è stato identificato in Cina già nel dicembre 2019. I casinò di Macao sono stati chiusi per ordine del governo per 15 giorni all'inizio di febbraio. I rigorosi controlli alle frontiere e le quarantene obbligatorie che ne sono scaturite hanno cercato di mantenere la città - densamente popolata e dipendente dal turismo - praticamente priva di virus, sebbene abbiano anche mandato in rovina le entrate del gioco.
Seguendo l'esempio di Macao, anche i casinò della Corea del Sud sono stati presto chiusi, con misure analogamente severe imposte a tutta l'economia per contenere il virus. Tali sforzi hanno avuto un notevole successo; ha aiutato il fatto che, per legge, tutti i 17 casinò tranne uno sono vietati ai cittadini coreani.
Soltanto a marzo i casinò in Europa e Nord America hanno iniziato a chiudere. A quel punto, il virus era saldamente radicato e si diffondeva a velocità allarmante. Ciò ha contribuito al modo diverso in cui le misure di sicurezza del settore sono state in grado di prevalere contro il Covid, e ora Nevada sta ora imparando la lezione.
I casinò nel Regno Unito si aspettavano di aprire a luglio, ma con 300mila casi confermati di virus - il nono livello più alto del mondo - oltre 45mila decessi e un tasso di infezione superiore a quello dell'India, il governo ha cambiato rotta ed escluso i casinò da un elenco delle imprese autorizzate a riaprire. La decisione, ha detto Bartlett, è stata "inaspettata. Queste misure di sicurezza apparentemente si sono dimostrate insufficienti". E ora i casinò nel Regno Unito dovrebbero riaprire il 1° agosto, salvo ulteriori sorprese.

IL BOOM (MOMENTANEO) DELL'ONLINE - Al contrario, la perdita del gioco terrestre è stata trasformata in un guadagno per i giochi online, almeno a breve termine. Il rapporto prevede che la quota di entrate globali del gioco d'azzardo a distanza aumenterà al 13 percento quest'anno, ma i guadagni non dureranno. “Il poker online non cresceva in molti mercati prima del blocco. Il pubblico in situazione di 'cattività' creata dai lockdown ha fornito una spinta ", spiega ancora Bartlett. "Ma già ci sono alcune indicazioni che alla fine dei blocchi, i livelli del poker torneranno a diminuire”. Un altro fattore sottolineato dall'esperto è la mancanza di eventi sportivi di lunga data, che solo ora sta iniziando a diminuire. Con il ritorno del calendario delle scommesse le spese verranno dirottate dal gioco online alle scommesse sportive.


In generale, Gbgc vede la ripresa del settore terrestre soltanto nel 2021 e prevede un forte rimbalzo dei ricavi del 21,6 percento. Questo scenderà nel 2022 al 6,9 percento man mano che i confronti di anno in anno si restringono e del 4,6 percento nel 2023.

I FATTORI CHIAVE DELLA RIPRESA - Inutile dire che una serie di fattori influenzerà il modo in cui si svolge la ripresa, alcuni prevedibili, altri imprevedibili. Il rapporto ne esamina diversi: oltre alla revoca dei lockdown nazionali e il rischio di infezioni di una "seconda ondata", giocheranno un ruolo fondamentale la capacità di riapertura dei luoghi e le misure di sicurezza richieste, gli impatti della recessione e della disoccupazione sul reddito disponibile e il desiderio di spendere, la possibilità di cambiamenti sostenuti nel comportamento dei consumatori e nelle abitudini di spesa, il fatto che i viaggi internazionali potrebbero essere limitati a lungo, il grado in cui le normative possono essere allentate in giurisdizioni più ristrette e la probabilità in molte giurisdizioni che le tasse aumentino per aiutare a coprire il bilancio delle pandemie sulla spesa pubblica.
Per tutte queste variabili sopra elencate, la ripresa varierà da un mercato all'altro. Le previsioni di Gbgc per Macao non condividono necessariamente l'attuale ottimismo diffuso. Il rapporto prevede che le entrate del 2019 di 36 miliardi di dollari americani non saranno raggiunte prima del 2023 e ci vorranno almeno altri due anni prima che il mercato si avvicini al picco di 45 miliardi del 2013.
Singapore, che il rapporto descrive come "stagnante" anche prima del Covid-19, non tornerà ai 5,9 miliardi di dollari del 2019 prima del 2025.
Le entrate del gioco del Nevada hanno raggiunto il picco nel 2007 a 12,5 miliardi di dollari, come calcolato dal rapporto, e sono tornate a quel livello durante la maggior parte delle stagioni dell'ultimo decennio. Ma non ci arriveranno più nel prossimo futuro. La previsione del rapporto prevede un ritorno a poco meno di 11 miliardi di dollari entro il 2025.

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