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Casinò Campione, l'importanza del controllo al fine della riapertura

  • Scritto da Mauro Natta

Torna di grande attualità il tema della riapertura del Casinò di Campione d'Italia: l'importanza dei controlli in vista di questo fine.

Non è la prima volta che scrivo di controlli nelle case da gioco e, probabilmente, non sarà l’ultima. E’ una problematica che mi ha sempre interessato particolarmente in quanto con una certa attenzione nella raccolta dati si possono riscontrare quelli che io chiamo effetti collaterali.

Semplificando si raggiungono i risultati che hanno un carattere di obbligatorietà per l’ente pubblico concessionario e per il gestore. Entrambi così operando, senza pretendere che sia l’unico modus operandi, vanno allo scopo trovandosi nella condizione ottimale per il controllo sulla regolarità del gioco e sul trend gestionale.
Pur comprendendo che per addivenire alla riapertura del casinò di Campione devono trovare applicazione tutte quelle misure giuridiche e politiche che la situazione impone, consapevole delle difficoltà oggettive esistenti, non intendo pensare a un futuro se non in modalità ottimistica.

Ho scritto nel recentissimo passato di forme societarie di gestione e, non costituendo materia di diretta conoscenza, desidero concentrarmi su argomenti dei quali credo di poter discutere con competenza ed esperienza diretta dopo oltre quaranta anni di lavoro nel campo dell’azzardo autorizzato.

Tra gli obblighi dell’ente concessionario, al primo posto, individuo il dovere di controllare la regolarità del gioco e, conseguentemente, degli incassi.
La regolarità del gioco si verifica anche con la matematica dalla quale si traggono le probabilità a favore del banchiere. Infatti anche nella famosa regola dello chemin de fer per cui il non esperto si affida appunto alla regola che l’impiegato è incaricato di far rispettare troviamo l’applicazione delle probabilità. Con un determinato punteggio il banchiere deve o no tirare una ulteriore carta.

Tutti i giochi nei casinò assicurano, per la legge dei grandi numeri, tramite il vantaggio del banco, un introito certo per la casa. La probabilità può cambiare ma, alla lunga, il beneficiario non cambia.

Un esempio chiarissimo si ha osservando la roulette francese e quella americana. La prima è composta da 37 numeri (36 + la zero) la seconda da 38 (36 + zero e doppio zero); pagano l pieno 35 volte. Nel primo caso, giocando un pieno, abbiamo un rapporto di 35/37, nel secondo di 35/38.
Le percentuali a favore del banco le possiamo così riassumere, esaminando i due giochi considerati: 2,70 e 5,27%. Ciò non ho nulla a che vedere con la fortuna che assiste o meno il giocatore, certamente esiste ed inizia con la C!
Il vantaggio del banco viene a conforto negli USA, dove i gettoni si comperano solo al tavolo, nel verificare il rapporto tra contante cambiato e risultato. E’ possibile eseguire detto controllo anche se i gettoni si possono acquistare anche alla cassa; forse, in specie dopo le disposizioni sull’uso del contante, è meglio affidarsi al altri rilevamenti.
Ecco quello che ritengo il più affidabile: il rapporto tra mance ed introiti. Senza voler tediare il lettore è sufficiente, tornando all’esempio delle roulettes, che nella prima, con una variante in più nel caso della fair, troviamo il 50/52% e nella seconda il 33/35%. Si intende analizzando un periodo di almeno 6 mesi.

Ma il controllo non può considerarsi esaustivo se non coadiuvato da una modalità de visu; ogni concessionario ha a disposizione uno specifico corpo di controllori.
Sono convinto, anche per diretta esperienza e senza voler affermare l’impossibilità che esista un altro metodo per ottenere risultati uguali se non migliori, che la vera premessa sia la redazione del documento che accompagna il risultato del singolo gioco da tavolo; la differenza consiste nella ripartizione tra giochi di contropartita. giochi di circolo e giochi misti. Mi fermo ai primi due, il terzo si intuisce.

Giochi di contropartita: il risultato netto è dato dalla differenza tra la dotazione iniziale e l’esistenza finale sommata algebricamente ai contanti cambiati direttamente al tavolo e le eventuali aggiunte alla dotazione iniziale a seguito di perdite. Se al risultato netto aggiungiamo l’importo delle mance otteniamo il risultato lordo. Qui abbiamo i primi tre elementi indispensabili; netto, mance e lordo.

Ma il documento non è ancora esaurito, deve essere integrato con le ore di effettiva apertura, dell’indicazione del minimo ed eventuali cambiamenti, dell’andamento della partita ovvero se si sono verificate perdite o vincite rilevanti.

Giochi di circolo: la durata, il minimo, e la qualità della partita rilevabile se confortata dalle indicazioni che precedono.
L’altro elemento al quale si deve ricorrere è il numero giornaliero delle presenze effettive. Sicuramente tutte le notizie che precedono dovranno trovare una particolare considerazione nel raffronto con i costi dell’ospitalità eventuale ritenendo ciò come un servizio alla clientela anche a prescindere dai risultati complessivi di gioco. Questo per una gestione che punta alla fidelizzazione tramite un investimento a media scadenza e che non può mancare.

Ritenere, come personalmente mi pare, il controllo vero ed efficace delle entrate di una casa da gioco un passo molto importante è un punto sul quale si potrebbero avere dubbi che, a loro volta, incidono su scelte successive.
Quindi, anche se momentaneamente ho concluso poco, penso di aver dimostrato che un vero, effettivo ed utile controllo si può esercitare e con i risultati che si impongono in quanto indispensabili; tali li considero.

Mentre l’ente pubblico concessionario, tramite il proprio corpo controllori, esercita il compito che gli compete, il gestore con l’aggiunta dei dati di cui ho fatto cenno può procedere a un approfondimento ulteriore sia qualitativo sia quantitativo dei ricavi dei cosiddetti giochi lavorati e su quelli elettronici. E i mezzi a disposizione gli consentono anche di trovare il rapporto pro capite relativamente ai frequentatori, la incidenza percentuale di ciascun gioco sul totale dei ricavi ed altro ancora che non è il caso di argomentare in questa sede.
Termino con il credere che il tema trattato e le scarne delucidazioni aggiunte possano contribuire, con il commento che ne potrebbe derivare, ad accelerare le operazioni per il rilancio del casinò e del territorio di Campione d’Italia.

 

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