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Frigerio: 'Relazione St. Vincent, sto preparando querela'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

L'ex amministratore unico del St. Vincent Resort & Casino, Luca Frigerio, ritiene lesivo l'operato della II commissione consiliare in merito alla relazione sui lavori di ristrutturazione.

"Il comportamento della Commissione è stato altamente lesivo della mia persona, della mia onorabilità e professionalità. Irritualmente, quanto inspiegabilmente, non sono stato coinvolto nel processo di audizione per la verifica dei contenuti da inserire nella relazione impedendomi di fatto qualsiasi contraddittorio sebbene fossi stato l’amministratore unico di Cava Spa nel periodo in cui la ristrutturazione ha avuto esecuzione". Lo afferma l'ex amministratore unico del Saint Vincent Resort & Casino, Luca Frigerio, in relazione alla relazione sui lavori di ristrutturazione della Casa da gioco (2009-2013) approvata dalla seconda commissione Affari generali e che, dopo le polemiche dei giorni scorsi (ma che in realtà hanno avuto per oggetto solo il voto, o l'astensione, da parte dei diversi schieramenti di maggioranza e di minoranza) sarà all'esame del Consiglio Valle convocato per il 2 e 3 dicembre.

"Avendo verificato l’inadeguatezza dei contenuti e dei dati della suddetta relazione comunico che ho trasmesso al Presidente dalla II Commissione permanente – Affari Legali e, per conoscenza, ai Presidenti della Giunta e del Consiglio della Regione Autonoma Valle d’Aosta, affinché ne diano lettura durante il prossimo Consiglio Regionale del 2.12.2019, una prima analisi dei fatti per come realmente sono accaduti dalla quale emergono i macroscopici errori nei quali la Commissione è incorsa fornendo risultati assolutamente difformi dalla realtà dei fatti.

In considerazione del poco tempo avuto a disposizione per poter replicare alla Commissione in tempo utile per il prossimo Consiglio Regionale del 2 dicembre 2019, seguirà una più approfondita e documentata analisi dei fatti riportati nella relazione della II Commissione Consiliare così da fornire all’opinione pubblica la corretta genesi dei fatti e non quella grossolanamente errata fornita dalla II Commissione.

Informo di aver già conferito ai miei legali l’incarico di tutelarmi in ogni sede giudiziaria per le gravi affermazioni contenute nella citata relazione e per le inveritiere, quanto infondate, accuse rivolte al mio operato. Il deposito di tali istanza avverrà a breve".

LA NOTA INVIATA ALLA COMMISSIONE - Nella nota inviata alla commissione, Frigerio sottolinea, tra l'altro: "A riguardo delle asserite difficoltà da parte del socio Regione Autonoma Valle d’Aosta di disporre di informazioni relative agli accadimenti aziendali si ricorda, innanzi tutto, che la Casino de la Vallée Spa è sottoposta a Direzione e Coordinamento da parte di Rava e quindi ha da sempre facoltà di effettuare qualsiasi controllo sugli andamenti societari, inoltre, il disciplinare per la gestione della Casa da Gioco prevede espressamente con specifico articolo che 'Regione esercita, a mezzo del proprio servizio ispettivo, qualsiasi forma di controllo...'.

Inoltre, "il Consiglio regionale attraverso anche la Commissione competente (IV Commissione) che prese atto della proposta di delibera, in data 17 settembre 2013 prese coscienza dell’aumento dei costi, inizialmente previsti in circa 81 milioni di euro, e dei relativi motivi (allegato n. 1). ...l’assunto secondo cui il Consiglio regionale non fosse in grado di effettuare valutazioni come si vede, non trova alcun riscontro...".

Frigerio scrive, ancora: "Lascia veramente perplessi come, chi vive politicamente ed amministrativamente la Regione Autonoma Valle d’Aosta, possa esprimere valutazioni così prive di verità ma, soprattutto, insostenibili".  Inoltre, è "difficile comprendere come il Consiglio regionale non avesse gli strumenti (ma anche la disponibilità del sottoscritto) per valutare correttamente gli ambiti di loro interesse nella gestione dell’azienda, sembra incredibile da credere, ma i fatti e i documenti dimostrano esattamente il contrario.

Cava ha sempre avuto, prima ancora del mio arrivo a Saint-Vincent ad agosto 2008, un regolamento interno per gli acquisti e tale previsione è sempre esistita nel disciplinare, bastava che i Commissari della II Commissione avessero verificato... Ora in disparte la disquisizione su tale aspetto, in relazione alle citate procedure, vista la rilevanza degli importi, si è determinato sia con i tecnici coinvolti sia con la Regione, comunque, per ragioni di trasparenza (anticipando di fatto le norme regionali oggi vigenti approvate dal consiglio regionale per tutte le Società partecipate) di operare nei medesimi termini previsti dal codice appalti,..".

Ancora, "il valore dei conferimenti a vario titolo di Rava direttamente connessi ai lavori dei piani di sviluppo è stato pari a 89.8 milioni di euro... infatti, il valore totale dei costi sostenuti per i lavori è stato corrispondente quasi al centesimo.. Scostamento sul quale sono stati effettuati approfondimenti ed anche visite ispettive ai cantieri durante i quali i Consiglieri hanno potuto verificare ogni spazio realizzato e non hanno segnalato, e non poteva essere che così, alcuno scostamento (verbali IV Commissione permanente).

Le previsioni di spesa iniziali furono pari a circa 81 milioni di euro, i costi finali (gli 86 milioni indicati nella relazione sono chiaramente errati) pari a circa 89 milioni di euro, cioè un aumento percentuale pari al 9.87 percento. Per un progetto di estrema complessità effettuato con tempistiche stringenti su strutture fatiscenti e con più di 100 anni di vita credo si tratti di un miracolo nel contesto italiano delle società partecipate.... gli scostamenti rispetto alle medie della pubblica amministrazione dove si situavano, tutte assolutamente al di sotto del limite fisiologico (allegato n. 8).

Gli importi per i lavori e quelli in aumento debitamente segnalati erano a conoscenza dell’intero Consiglio regionale e non sono mai stati contestati nell’ambito del piano di sviluppo approvato.

Faccio anche notare, ancora una volta, che i numeri riportati a pagina 43 della relazione sono completamenti errati in quanto la sala multiuso non è mai stata conteggiata nei valori del piano di sviluppo, per cui l’indicazione che l’importo previsto dai piani era pari a 75.060.000,00 euro è fuorviante completamente falsa e i relativi calcoli percentuali privi di alcun senso, come completamente errata l’indicazione che al lordo Iva i lavori sono costati 98.372.724,78 euro, come già detto, la parte alberghiera gode del recupero dell’Iva e la maggior parte dei costi hanno riguardato proprio l’hotel...".

A riguardo dell’organizzazione relativa alle attività di gestione dei progetti, osserva Frigerio "viene scritta un’ennesima mostruosità che dimostra la totale non conoscenza della struttura con la quale Cava operava. Ogni funzione era perfettamente regolamentata e in tale ambito agiva".

Frigerio ringraza inoltre gli estensori della relazione "che individuano in me il deus ex machina di ogni cosa, è un grandissimo complimento perché essere riuscito a realizzare in così poco tempo un progetto di tale complessità e difficoltà, gestendo contemporaneamente anche un’azienda di oltre 1000 dipendenti, senza avere neppure il supporto di un Direttore Generale, è una cosa sicuramente che deve rendere orgogliosi, ma così proprio non fu, fui circondato da una moltitudine di figure professionali di altissimo livello, persone corrette e dedite al loro lavoro, che negli anni e, in particolare in questi giorni, sono state umiliate da molti rappresentati di un consesso arrogante e privo di reali competenze, che per logiche di potere avulse dalla sana gestione di un’azienda, non ha mai perso occasione per denigrare quanto fatto, causando danni incalcolabili all’immagine dell’azienda che loro stessi dovrebbero rappresentare. Chi pensa che un solo uomo possa decidere tutto da solo e gestire autonomamente una tale mole di attività, raggiungendo poi i risultati ottenuti, non ha alcuna idea di come si possa gestire un progetto o un’azienda. Salvo che non sia in malafede".

Nell'inviare tabelle di dati dettagliati sui lavori, Frigerio osserva: "Non risulta quindi secondo i dati veri ed in possesso dell’azienda che ci siano stati 25 milioni di euro di costi relativi ad affidi fiduciari. Mi chiedo invece come i Commissari della seconda commissione consiliare siano arrivati alle conclusioni che hanno esternato a fronte di questa ammissione: 'Ciò ha reso particolarmente difficile, per la Commissione, sia consuntivare con certezza e puntualità i costi effettivi dei lavori e la loro attribuzione alle diverse voci di piano, sia quindi valutare gli scostamenti (e le relative motivazioni) rispetto a quanto indicato nei Piani approvati dal Consiglio regionale'. A fronte di ciò, verificato poi che i numeri prodotti dalla commissione sono assolutamente incoerenti con la realtà, come è stato possibile formulare gravi insinuazioni e accuse diffusamente riportate nella citata relazione e, addirittura, con quale diritto sono state fornite tali informazioni con grande enfasi mediatica, da molti componenti del Consiglio regionale, anche con interviste e uso di social, gettando un’ombra negativa su una moltitudine di persone? E per quale motivo, come appreso da notizie di stampa, date le difficoltà ammesse e i dubbi non ancora sciolti, siano state trasmesse alla Procura della Repubblica di Aosta informazioni di cui non si è riusciti ad avere precisa contezza? Infangando il nome di decine di persone e professionisti che, ben più di loro, hanno lavorato per il bene di Cava Spa".

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