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Regolarità del gioco nei casinò, l'importanza del metodo

  • Scritto da Mauro Natta

Nei casinò è fondamentale controllare la regolarità del gioco, attraverso ben precise metodiche.

Pochi giorni or sono ho incontrato, ero in viaggio per andare a trovare degli amici che non vedevo da molto tempo, un ex collega col quale ci si trovava a discutere in occasione delle riunioni della segreteria nazionale del sindacato.
Anche lui è in pensione da qualche anno e segue le vicende del settore; mi ha detto che legge spesso e volentieri Gioconews casinò e che lo trova interessante così si sente aggiornato.

Dopo i convenevoli del caso mi ha fatto presente una curiosità che, da lungo tempo, con una certa frequenza cerca di vedere soddisfatta, il desiderio è molto grande e l’occasione buona: intende conoscere le motivazioni per cui sostengo una certa metodologia su come si controlla la regolarità del gioco a posteriori.

Ognuno, mi anticipa, d’altra parte è più che logico ed accettabile, ha le proprie idee su come svolgere un determinato compito. Penso che forse di controllo della regolarità del gioco in un casinò ne ho già scritto troppo quando mi accingo a rispondere.

Dopo aver precisato di non vantare alcuna pretesa di conoscere il solo modus operandi per farlo, tengo ad affermare che in questo campo ho sempre prestato molta attenzione ai punti di vista di chi, in materia, è preparato più di me.
Personalmente sono convinto di condividere una metodologia corretta, penso che possano esistere altre procedure per ottenere un corretto risultato. Rimane pur sempre l’insoddisfazione di non poterne discuterne spesso e sono certo che un confronto su un argomento tanto delicato può dare i suoi frutti, magari in termini di migliori risultati ivi compresi gli effetti collaterali utili per una gestione attenta a 360 gradi.

Infatti la metodologia che condivido ha riflessi utili in altri campi quali la ricerca della produttività, delle ore effettivamente lavorate ed altro sino a verificare la disposizione dei tavoli, la vicinanza tra giochi differenti e il marketing.

Una premessa, noiosa per chi ha lavorato in una casa da gioco ma indispensabile per il ragionamento, che cercherò di esporre il più brevemente possibile, la devo fare. Si tratta, in parole povere, del vantaggio del banco che fornisce l’indicazione in ordine al controllo in questione. Nella roulette fair con un cilindro di 37 numeri (36 + lo zero) il vantaggio è del 2,7027 percento; nella roulette americana il cilindro ha 38 numeri (36 + zero e doppio zero) è del 5,2631 percento. In entrambi i giochi il banco paga il pieno 35 volte ma nel primo abbiamo 37 numeri e nel secondo 38, bene inteso non parlando di rosso e nero o puntate simili.

Ed ecco la domanda ulteriore del mio ex collega: può essere fattibile un controllo sulla regolarità del gioco se le mance non sono conteggiate tavolo per tavolo e si può arrivare a conteggiarle comprendendo due giochi insieme?

Sarei enormemente grato, gli rispondo, a chi volesse dimostrarmi, ad esempio, che a fronte di una anomalia si trova una giustificazione senza avere contate le mance tavolo per tavolo. Non è assolutamente il caso di pensare al conteggio delle mance di due giochi mescolate, non è facile pensare alla ragione per la quale si dovrebbe procedere in questo modo, non sarebbe neppure giustificato dal fatto che trattasi di vantaggi per il banco simili e/o uguali.

Ricordo ancora quando ho lavorato in qualità di consulente la particolarità di definire i proventi netti e lordi, questi secondi comprensivi delle mance; il tutto tavolo per tavolo.
Aggiungo e concludo anche perché è agevole comprenderlo in considerazione del rapporto tra giocatore ed impiegato, che le mance delle roulette tradizionale andrebbero contate disgiuntamente da quelle della fair.
Non posso tralasciare la telefonata nella quale mi esternava la sua preoccupazione per il ritocco al ribasso in tema di limitazione nell’uso dei contanti che, a suo parere, saranno un danno per le case da gioco. Questo non posso che condividerlo.

 

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