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Relazione Bruschi: 'Richieste Comune eccedevano capacità Casinò'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

La relazione del commissario straordinario del Casinò Campione Maurizio Bruschi evidenzia l'eccessivo peso delle richieste economiche da parte del Comune.

Tra il 2006 e il 2018 le società di gestione del Casinò Campione d'Italia (Casino municipale Campione d'Italia e Casinò Campione) hanno versato al bilancio comunale un importo complessivo di 577.375.575 franchi svizzeri, rispetto agli 864.438.201 stanziati. Lo scrive il commissario straordinario del Casinò, Maurizio Bruschi, nella sua relazione tecnica sulle strade che possono essere seguite per riaprire la struttura, chiusa dal 27 luglio 2018, giorno in cui era stata emessa la sentenza di fallimento della sua società di gestione, di cui il Comune era socio unico.

"Detti valori - scrive Bruschi nel capitolo dedicato alle cause della crisi d'i'mpresa della Casino Campione Spa - evidenziano con chiarezza la massa finanziaria di cui ha potuto disporre il Comune di Campione d'Italia nel periodo di 15 anni considerato, ma anche la progressiva diminuzione dei trasferimenti quale conseguenza della minore capacità di contribuzione da parte della casa da gioco. Ciò p in parte attribuibile, pur in presenza di una crescita del mercato del gioco d'azzardo italiano, a una contrazione generale dei rpoventi dei casinò, con una riduzione degli ingressi, senza che a ciò abbia corrisposto un adeguamento della struttura operativa ai volumi di lavoro ridotto".

Bruschi sottolinea che "a nulla sono poi valse, per superare la latente crisi d'impresa della Casino Campione Spa, le intervenute modifiche della convenzione nel tentativo di ridurre gli impegni concessori della società di gestione nei confronti del socio Comune Campione d'Italia".

LE MODIFICHE - La prima modifica, adottata dal consiglio comunale nel 2015, eliminava la previsione della cessazione del rapportoconcessorio nel caso in cui il Comune non avesse potuto conseguire il pareggio di bilancio mediante l'esercizio della Casa da gioco. La seconda, del 2016, comportò la modifica dell'articolo 9 riferito al contributo al Comune, così da stabilire che lo stesso fosse "individuato nel bilancio di previsione dell'Ente" ed eliminando la previsione dell'obbligo della Casa da gioco di versare all'Ente una quota fissa ogni 10 giorni di 700mila franchi svizzeri, e prevedendo invece che il contributo annuo venisse versato "sulla base delle intese gestionali fra le parti nel rispetto del principio della continuità aziendale e nei rispettivi limiti di esposizione finanziaria".

Nel far notare che queste modifiche vennero perfezionate solo con un atto notarile del maggio 2017, Bruschi osserva pure che "tutto ciò non ha prodotto i risultati desiderati, o almeno nei tempi necessari; il malfunzionamento nella relazione concedente/concessionario è stato tale per cui le somme erogate hanno ecceduto la capacità di autosostentamento operativo del Casinò Campione, che si è così progressivamente indebitato anche nei confronti della stessa amministrazione concedente, oltre che con privati fra cui, in primo luogo, gli istituti bancari".
Inoltre, analizzando i valori delle somme versate, "emerge il reiterato trascinamento di somme ingenti alla voce rsiduo di ciascun esercizio atteso che l'amministrazione ha continuato a registrare come esigibili gli importi scaturenti dalla convenzione bilaterale Comune-Casa da gioco, a prescindere dalla reale capacità di contribuzione di quest'ultima".

E "per il perdurante stato di squilibrio causato dal venir meno delle mancate contribuzioni da parte della Casa da gioco al bilancio comunale, l'amministrazione comunale non ha potuto fare a meno di dichiarare il dissesto finanziario".

 

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