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Al casinò con i soldi dei clienti: arrestato falso broker

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it

Una truffa a danno dei risparmiatori per circa 100mila euro spesi al casinò.

Speculava sulle speranze di semplici risparmiatori che ambivano a racimolare guadagni facili attraverso il fondo denominato “La mano di Dio”, mentre invece i loro soldi finivano nelle casse dei casinò italiani. E' la truffa realizzata da un (falso) broker di La Spezia, che è riuscito a ottenere almeno 99.500 euro da privati, per poi spenderli per compre fiches nei due Casinò di Campione d’Italia e Venezia.
La vicenda emerge dalle carte dell’inchiesta nel Nucleo speciale di Polizia Valutaria che ha smascherato il falso broker arrestandolo mentre si apprestava a truffare altri potenziali investitori. Gli inquirenti hanno rilevato solo i bonifici bancari attraverso i quali sono stati effettuati gli acquisti di fiche, con la causale “pagamento giocate”, per un totale di una decina di operazioni. Quanto basta per contestare il reato di autoriciclaggio a cui si aggiunge quello di truffa aggravata ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

L'uomo, nell’interrogatorio investigativo, avrebbe spiegato che l’acquisto delle fiche attraverso i bonifici era funzionale a procedere successivamente al cambio delle stesse i soldi liquidi, con i quali avrebbe fronteggiato le istanze dei creditori. Ma senza convincere gli inquirenti, che contestano al finto broker uno stile di vita proiettato a testimoniare all’esterno la ricerca del lusso e del divertimento come conseguenza della sua solidità patrimoniale, connessa alla nomea che si era creato di “fenomeno” della borsa e delle speculazioni finanziarie. Ma a quanto pare era tutto un bluff: dall’aereo alle auto di grossa cilindrata esibite, che non erano di sua proprietà.
Ad oggi il giovane spezzino continua a restare in carcere, con nessuna istanza di revoca della misura cautelare presentata al gip dagli avvocati difensori, in considerazione del proseguire degli accertamenti che potrebbero essere messi a rischio di inquinamento probatorio in caso di scarcerazione.
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