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Procura di Como: 'Casinò Campione Spa, debiti per 175,8 mln di euro'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

La procura di Como evidenzia il monte debiti del Casinò Campione Spa, sulla base dello stato passivo predisposto dai curatori.

Il tribunale sezione fallimentare "voglia riassumere la causa iscritta al ruolo prefallimentare" e "fissare l'udienza"; in alternativa, "si formula autonoma richiesta di fallimento di Casinò Campione Spa". Questa la richiesta avanzata al tribunale di Como dal procuratore della Repubblica Nicola Piacente e dal sostituto Pasquale Addesso, dopo che la Corte d'Appello di Milano ha annullato, per un vizio di forma (il mancato rispetto del diritto al contraddittorio delle parti), la sentenza con cui il tribunale lariano disponeva il fallimento della società di gestione del Casinò Campione d'Italia.

Nel formulare la richiesta, la procura fa riferimento a quanto emerso successivamente alla sentenza del 27 luglio scorso, rilevando che "lo stato di insolvenza della società Casinò Campione d'Italia è desumibile dallo stato passivo predisposto dai curatori, da cui si desume l'esistenza di debiti scaduti liquidi ed esigibili pari a complessivi 175.884.040 euro, composto dal valore dei creditori insinuati alla data del 28 gennaio 2019 (pari a 81.995.069 euro) oltre al valore delle insinuazioni 'tardive' proposte sino alla data del 1 marzo 2019 (pari a 93.888.970 euro).

L'importo del credito di cui alla domanda avanzata dall'organo straordinario di liquidazione del Comune di Campione d'Italia, scrivono Piacente e Addesso, è pari a 20.898.358 euro. Questo importo "è riconducibile al crediti scaduti e vantati dal Comune alla data del 31/12/2017 e relativi ai mancati versamenti del contributo per gli anni 2016 e 2017, nonché costituisce parte dei crediti complessivamente vantati e inseriti all'interno del piano di ristrutturazione per un importo di 44.209.000 euro".
Quanto alla Banca popolare di Sondrio, risulta "aver avanzato domanda di insinuazione per 36.789.350 euro (incrementati di 5.541.250 euro rispetto all'importo inserito nel piano) e classificati dalla curatela come chirografari per 35.989.677 euro".

Quanto allo stato passivo dei creditori insinuati sino al primo marzo 2019, è stato quantificato dalla curatela in 93.888.970 euro, "di questi risultano ammessi 92.180.136 come privilegiati e 1.708.834 come chirografari, mentre risultano proposti per l'esclusione crediti per 43.306.252 euro".
"Alla data odierna - sottolinea la procura - è quindi configurabile uno stato passivo configurabile come grave stato di insolvenza (ben più consistente della situazione debitoria calcolata alla data di presentazione della richiesta di fallimento da parte di questo Ufficio) pari a complessivi 175.884.040 euro".
Inoltre, "la possibile riapertura della Casa da gioco (e della relativa attività) non appare un'ipotesi percorribile, atteso che la società Casinò di Campione Spa (...) è allo stato inattiva in quanto l'attività di esercizio di gioco d'azzardo è allo stato cessata; il socio unico della Spa fallita (...) ha dichiarato lo stato di dissesto finanziario dell'Ente; la convenzione per la gestione della Casa da gioco (...) prevede (...) che la società di gestione incorra nella decadenza della gestione in caso di 'messa in liquidazione, fallimento, sottoposizione ad amministrazione controllata, concordato preventivo o a qualsiasi altra situazione equivalente della Società". 
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