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Il futuro delle case da gioco in Italia: l'importanza dell'offerta

Anche se i tempi d'oro dei casinò non torneranno, è possibile pensare al futuro con ottimismo puntando su interventi relativamente all'offerta.

Purtroppo non esiste dubbio alcuno sul fatto che il gioco di un tempo ormai lontano non tornerà.
Diviene imperativo intervenire sull’offerta e sul modo di produrla e presentarla.
Il mio pensiero in merito è dovuto anche alla lunga esperienza al Casinò di Saint Vincent, quella breve, ma intensa a Venezia per aver potuto constatare come una diversificazione può incidere sui ricavi – mi riferisco alla nascita di Ca’ Noghera – e all’impostazione della produzione.

Non posso fare a meno di precisare che la posizione della seconda sede a Venezia aveva, senza nulla togliere al suo “Inventore”, una ragione in più per esistere: la vicinanza con la Slovenia.
Tornando alla questione principale, espongo alcune mie convinzioni.
a) Stante la natura giuridica delle entrate di specie un controllo duplice, concomitante e susseguente fondato su basi matematiche. Il secondo ha la funzione di sostegno al marketing fornendo indicazioni sulla domanda.
b) Un contratto di lavoro che preveda, nel limite del possibile, la multifunzionalità utile all’adeguamento dell’offerta alla domanda.
c) L’aggregazione, il più larga possibile, di reparti multifunzionali. Il limite è caratterizzato dalla definizione dei proventi aleatori a favore del personale tecnico di gioco e dalle relativa ripartizione affidata esclusivamente alla categoria dei dipendenti beneficiari.

Mi permetto aggiungere una raccomandazione, anche questa dettata dai miei trascorsi amministrativi (contabilità e bilancio): una tenuta contabile dettagliata al massimo in quanto consente l’individuazione di eventuali risparmi di spesa. Credo fermamente che un simile modo di procedere sia propedeutico alla fase di controllo del ritorno degli investimenti (manifestazioni). Una operazione, questa, che inizia con la possibilità effettiva di procedere sulla scorta delle indicazioni scaturenti da un efficiente controllo dei ricavi, dovuto certamente alla natura giuridica degli stessi volta al controllo sulla regolarità del gioco, oltre che, come già indicato, alla finalizzazione di un marketing mirato.

Sicuramente quanto descritto non è tutto ma una parte che ritengo necessaria se non indispensabile; può non essere sufficiente adeguare l’offerta alla domanda e migliorare i servizi alla clientela, l’integrazione, che definirei a costo zero, pare interessante.

Chiudo con un mio chiodo fisso: controllare nelle dovute sedi come è possibile, ne sono convinto e con me altri ben più preparati in materia, parificare la tassazione dei proventi aleatori a quella delle vincite realizzate nelle case da gioco; una diminuzione del costo del lavoro.

 

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