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Inchiesta contabile Casinò St. Vincent, giornata di udienza in CdC

  • Scritto da Redazione

La Corte dei Conti esamina la vicenda contabile dei 140 milioni di euro conferiti dalla Regione Val d'Aosta alla società di gestione del Saint Vincent Resort & Casino.

Esame di merito in Corte dei Conti, oggi 11 luglio, nel al processo contabile che vede 21 consiglieri ed ex consiglieri regionali, oltre a un dirigente, citati a giudizio per il presunto danno erariale relativo ai 140 milioni di euro elargiti dalla Regione Val d'Aosta al Casinò di Saint-Vincent tra il 2012 e il 2015. Tra le deposizioni, quella del procuratore regionale Roberto Rizzi, che, si legge sull'Ansa, ha evidenziato come dei 140 milioni di euro di danno erariale contestato, 80 riguardano tre mutui erogati tramite Finaosta nel 2012 (50 milioni di euro), 2013 (10 milioni) e 2015 (20 milioni). Rizzi ha voluto discostarsi dalla giurisprudenza che, ha ricordato, ritiene danno erariale l'uso dei fondi pubblici attraverso mutuo solo in alcuni casi.

Quanto alle difese, l'avvocato Massimo Sciulli ha sottolineato che "tra il 2011 e il 2015 le imposte riversate alla Regione grazie al Casinò ammontano a 78 milioni 860mila euro. Se aggiungiamo a questo la quota economica che il Casinò riversa alla Regione arriviamo ala cifra di 112 milioni 775mila euro". Le cifre e i dati emergono da una consulenza di parte del commercialista Corrado Ferriani (già candidato alla carica di amministratore della casa da gioco prima dell'avvocato Di Matteo). In base alla perizia "il patrimonio societario della Casinò vale più di 150 milioni", ha detto Sciulli, ricordando "l'acquisizione del Grand Hotel Billia e il suo necessario ammodernamento", un'operazione decisa da persone non coinvolte nel giudizio e utile a "non pagare più, da parte del Casinò, le stanze vuote per piene". "Credo che la scelta degli amministratori sia stata doverosa e che ha arricchito il patrimonio", ha sottolineato il legale, dicendo: "Si dimentica che la Regione incassa una serie di imposte molto elevate quando il Casinò è in vita. Cosa sarebbe successo senza la sua esistenza?". Sempre in base alla consulenza, l'avvocato ha sottolineato che "lo stato di insolvenza non esiste altrimenti ci sarebbe stata una richiesta di fallimento". Riguardo al difetto di giurisdizione, "la scelta di finanziare il Casinò è una scelta politica e non può essere giudicata dalla Corte dei conti".

 

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