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Casinò: Ccnl e una legge adeguata ai tempi per affrontare crisi

  • Scritto da Mauro Natta

L'analista di gaming Mauro Natta esamina il tema dell'adeguamento normativo che si rende necessario anche in materia di casinò.

Ho letto con interesse le dichiarazioni di alcuni sindacalisti in tema di case da gioco sul numero di marzo della rivista Gioco News: se possibile, intendo dire la mia anche se non è la prima volta.
Inizio da quanto espresso da tutti gli intervenuti e convengo principalmente sul fatto che è indispensabile una legge quadro adeguata ai tempi (che non farebbe che recepire il duplice invito della Suprema Corte Costituzionale) e un contratto nazionale di lavoro.
I tempi sono cambiati è vero, un tempo le vincite al gioco realizzate nei casinò erano tassabili, poi tassazione è stata assorbita dall’imposta sugli spettacoli, ora, dopo la legge europea del 2015, sono esenti da Irpef.
D’altra parte è facile comprendere come e perché fu trovata una soluzione, la prima: avrebbe convogliato all’estero i giocatori italiani con grave danno per le entrate tributarie degli enti locali titolari di case da gioco, all’occupazione e al comparto turistico alberghiero.
La seconda possiamo pensare che sia motivata in modo simile.
Ma dalla seconda si può dare inizio a una richiesta di intervento legislativo atto a diminuire il costo del lavoro del personale addetto direttamente alla produzione.
Infatti che la mancia sia una parte della vincita è indiscutibile (si veda sentenza della Cassazione, lavoro) e, per farla breve in quanto sull’argomento mi sono impegnato più volte e pare senza essere compreso, è intuibile riconoscere che le mance non attratte ad Irpef (come le vincite) non sono assoggettabili a contribuzione pensionistica; ne beneficia il netto per il dipendente (che potrà accedere ad una pensione integrativa) e il costo del lavoro alleggerito dei contributi.

È anche vero che quanto precede non è ancora sufficiente!
Sono stati, molti anni or sono, depositati progetti e disegni di legge sulle case da gioco; una parte di questi era strutturata molte bene e comprendeva tutte o quasi le esigenze di una normativa discretamente complessa.
Tra queste ricordo l’intervento teso a modificare l’art. 1933 del codice civile che tratta dei debiti di gioco. Ciò è tanto più logico in un contesto normativo che limita l’uso dei contanti.
Altrettanto rilevante pare l’impossibilità di utilizzare le notizie raccolta nei casinò ai fini fiscali; a meno che si tratti di fatti che interessano il codice penale.
Certamente non è tutto, ho provato a dare un modesto contributo; aggiungo che nel 1992, mi pare, fu presentato il progetto a firma dell’onorevole Roich che, personalmente, ritengo il più completo, certamente da aggiornare dopo tanto tempo.
Si potrebbe allargare il discorso ma non vorrei invadere il campo di altri che meglio del sottoscritto possono affrontarlo convenientemente anche perché più aggiornati con i tempi e più giovani. Se potrò essere utile sono disponibile con la documentazione a mie mani.
L'AUTORE  - Mauro Natta è stato segretario nazionale dello Snalc e ha lavorato nei casinò di Venezia e di Saint Vincent.
 
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