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Davide Merli: ‘La mia vittoria per un sorriso’

  • Scritto da Anna Maria Rengo

merlivittoria"Sono originario di Sanremo ma magari aver cominciato a lavorare proprio nel casinò municipale! Piuttosto, la mia carriera come croupier è cominciata a 18 anni, quando ho frequentato un corso privato, e poi nel 1998, sono andato in Inghilterra, dove ci sono ben 300 case da gioco: è stata dura, ma quale scuola migliore dunque di quella inglese?".

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Italia sul tetto d'Europa: Davide Merli vince il campionato europeo dei croupier

Davide Merli è stato sicuramente un ottimo allievo, e per lui, mercoledì scorso, è arrivata la consacrazione europea, con la vittoria del campionato europeo dei croupier organizzato dall'Eca e tenutosi nella capitale finlandese, al Casino Helsinki. Merli ha partecipato, assieme al collega Gianluca Vannutelli arrivato in semifinale, in rappresentanza del Casinò Campione d'Italia: "Dove ero arrivato nel 2002 ma solo per fare l'istruttore dei giochi americani, poi infatti ho lavorato a Lugano, e poi ancora a Mendrisio. Ho cercato però sempre di restare in contatto con la Casa da gioco campionese e finalmente, con l'inaugurazione della nuova sede, sono stato assunto e oggi sono addetto ai dadi".

Gareggiare a livello europeo non è uno scherzo: "Sia io che Gianluca ci siamo allenati tutte le mattine per quasi un mese. Lavoravamo fino alle 3, le 4 di mattina e poi alle 10 eravamo di nuovo al casinò, ma questo sforzo è servito ed è stato ripagato. Già l'anno scorso - racconta - avevo partecipato al campionato dei croupier (che si era tenuto a Belgrado ndr) ma come giurato, ero stato scelto per la mia esperienza e per la padronanza dell'inglese. Mi sarebbe piaciuto partecipare anche quest'anno come giudice: è molto più rilassante! Nonostante abbia alle spalle 13 anni di mestiere non è facile ripetere quello che fai tutti i giorni sotto i riflettori e sotto gli occhi di manager che non conosci e che magari ti mettono in difficoltà!". Ma quale è stata la tua carta vincente dunque per riuscire a salire sul gradino più alto del podio? "I croupier che hanno partecipato al campionato erano tutti bravi. Tutti sapevano tenere il gioco, fare i pagamenti, tagliare le fiches. Quello che fa la differenza è il rapporto personale che si crea tra i croupier e i clienti, in questo caso i giudici. Il casinò vende intrattenimento e ai clienti, che vincano o che perdano, bisogna lasciar loro un buon ricordo. Quello che ci differenzia tra noi e le macchine è il rapporto umano, noi possiamo stare attenti ai loro giochi, cercare di assecondarli fin dove è possibile per far loro passare una bella serata. Poi, certo, se vincono, è più facile! È capitato di avere clienti che hanno perso ma che mi hanno detto che si sono divertiti. Questo ovviamente con i clienti normali, poi alcuni nascono arrabbiati sia che vincano che perdano! Tornando al campionato, ho visto tanti croupier tanto bravi manualmente e ho pensato che l'unica cosa che poteva fare la differenza era l'interazione. Così l'ho messa sul sorriso, e ho cercato di far divertire. Quando sono arrivato al tavolo finale ho ringraziato e detto 'è molto bello vedervi di nuovo!'. Sono piccolezze, ma solo con tanti anni di esperienza riesci a capire quando puoi fare la battuta e quando non puoi. È un lavoro empatico".

Dopo la vittoria finlandese cambiano in quale modo i tuoi progetti professionali? "Io spero di continuare a lavorare a Campione e ringrazio il Casinò che mi ha dato questa opportunità di partecipare al Campionato. Spero di continuare a lavorare a Campione, dopo aver portato la coppa e aver dato prestigio alla Casa da gioco. Magari quando ero più giovane i casinò americani mi interessavano, dopo aver lavorato sulle navi da crociera volevo andare ad Atlantic City o a Las Vegas e non ho potuto farlo specie per problemi burocratici, come la difficoltà a ottenere la Carta Verde. Ma oggi per me è un vanto essere italiano e poter lavorare in uno dei quattro casinò tricolori".

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