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Ooss: 'Casinò Venezia viene lasciato naufragare'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Le organizzazioni sindacali replicano alle dichiarazioni dell'assessore Michele Zuin sul nuovo sciopero al Casinò di Venezia.

"Rileviamo con stupore le parole dell'assessore Zuin che, in relazione all'iniziativa di sciopero proclamato a tutela dei diritti dei dipendenti del Casinò di Venezia, parla di comportamento irresponsabile". Lo scrivono in una nota congiunta Slc Cgil, Fisascat Cisl, Ugl Terziario, Snalc Cisal, Rlc e Sgb, sigle sindacali cui "preme sottolineare che l'unica irresponsabilità è in capo a chi ha condotto una trattativa lunga e faticosa, senza mai dare l'impressione di essere interessato ad addivenire a un accordo".

Secondo i sindacati "è da irresponsabili pensare che un'Azienda come il Casinò possa vivere di un regolamento aziendale unilaterale come unica traccia che regoli il rapporto tra lavoratori e azienda.

Tra l'altro quello stesso regolamento lascia vuoti normativi enormi e gravissimi, è incompleto e vive in assenza di un vero piano industriale di rilancio come a più riprese richiesto dalle Ooss. L'atteggiamento dei lavoratori è di sconcerto e preoccupazione, mancano in tutto e per tutto i capisaldi di una 'normale' vita aziendale, e questo genera un sentimento di disaffezione nei confronti della casa da gioco che, lo ricordiamo, continua ad essere fonte ineludibile di risorse economiche per la città di Venezia. Tutto ciò mentre apprendiamo che sono stati prorogati i vertici aziendali, su tutti il Consiglio di Amministrazione, cosa che lascia presagire una continuità di non-gestione che assomiglia, in tutto e per tutto, a un commissariamento aziendale.

Tutto ciò mentre le attività di contorno al core business aziendale hanno definitivamente preso il sopravvento. Feste e festicciole che nulla hanno a che vedere con il gioco si sprecano e non è dato sapere con che costi e con che ritorni economici.
Tutto ciò mentre l'assessore si diletta in sterili dissertazioni su Facebook, sugli stipendi dei dipendenti, con l'obiettivo di denigrare gli stessi: definirlo un comportamento di cattivo gusto pare un eufemismo.
L'azione di sciopero non è che una conseguenza inevitabile; evitarlo sarebbe e continua ad essere possibile, ma certo non con atteggiamenti che lasciano ben poco margine a possibilità di ricucire lo strappo.
Le minacce di esuberi di massa, come anche quelle di chiusura della sede storica, mettono a repentaglio il futuro di centinaia di famiglie (senza dimenticare tutto l'indotto che ruota attorno al Casinò), mentre l'assenza di gestione e rilancio rischiano di incidere pesantemente sulla continuità aziendale.
Nessuna lungimiranza dunque: alle promesse elettorali sono seguiti atteggiamenti di gravità assoluta che dovrebbero preoccupare i cittadini tutti.
Il Casinò è lasciato naufragare senza comando né prospettive, per questo i dipendenti protestano, è in gioco il futuro di tutta la città, qualcuno responsabilmente dovrebbe rendersene conto invece di proseguire nella strada degli inutili proclami".
 
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