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Accordo 2015 al Casinò St. Vincent, Ooss diffidano azienda

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Le sigle sindacali che avevano firmato l'accordo dell'ottobre 2015 al Casinò di St. Vincent diffidano l'azienda all'adempimento degli impegni assunti.

“Le scriventi Ooss sono a richiedere e formalmente diffidare l’Azienda all’adempimento integrale degli impegni assunti con la sottoscrizione dell’accordo del 27.10.15 entro e non oltre la data del 30/06/2017”. Lo si legge nella lettera che le segreterie regionali di Slc Cgil, Cisl, Savt, Snalc e Uilcom (ossia le sigle che l'avevano firmato, tutte tranne l'Ugl) hanno inviato all'amministratore unico della Casinò de la Vallée Spa, Giulio Di Matteo, e per conoscenza al presidente della Regione, Pierluigi Marquis, e all'assessore al bilancio, patrimonio e società partecipate, Albert Chatrian. “Nel caso di persistente inadempimento oltre tale data, l’accordo del 27.10.15 dovrà ritenersi risolto per responsabilità esclusiva dell’azienda, con diritto all’integrale risarcimento del danno subito dai lavoratori, oltre all’obbligo, in capo all’azienda, dell’integrale restituzione delle somme indebitamente trattenute ai lavoratori fino a quel momento”.

L'invio della diffida, in realtà, era stato annunciato da tempo, soprattutto dopo che l'azienda ha prorogato sino alla fine di maggio la procedura per il licenziamento collettivo di 264 dipendenti. I sindacati ricapitolano comunque i motivi che li hanno portati a questo atto: "Il 27 ottobre 2015 le Ooss e le delegazioni interne alla casa da gioco, a seguito del mandato ricevuto dai lavoratori tramite un apposito referendum, hanno sottoscritto insieme ai rappresentanti aziendali il verbale di accordo di cui in oggetto.

In tale accordo si prevedeva un percorso, alternativo a quello delle disdette contrattuali inoltrate dall'azienda alla parti sociali, che aveva come finalità quella di raggiungere il risanamento finanziario dell'azienda entro il 31 dicembre 2017, scadenza naturale dell'accordo che è tutt'ora in essere, con la possibilità di prorogarne la vigenza al 31 dicembre 2018. Il verbale di accordo del 27 ottobre 2015 era suddiviso in 18 punti in cui erano previsti obblighi specifici ai quali le parti dovevano ottemperare, ognuno per quanto di propria competenza, volti a consentire da un lato il contenimento di costi e dall'altro il rilancio dell'azienda, con l'obiettivo finale di risolvere le problematiche finanziarie che erano alla base della trattativa che ha portato alla sottoscrizione del verbale di accordo stesso. A partire dalla data di sottoscrizione del predetto accordo, in ottemperanza agli obblighi in loro capo previsti, i lavoratori hanno regolarmente e puntualmente tenuto fede agli impegni presi nei confronti dell'azienda, pertanto ogni mese hanno subìto, come convenuto, le trattenute in busta paga e le decurtazioni previste dai punti 2) 3) 4) 5)".
I sindacati sottolineano invece come "La stessa cosa non la si può dire, al contrario, per quel che riguarda l'azienda, che non ha adempiuto agli impegni presi nei confronti dei lavoratori con la sottoscrizione dell'accordo. In particolare l’Azienda non ha ottemperato all’obbligo previsto al punto 10), con il quale si impegnava a far crescere nel periodo di vigenza dell'accordo gli introiti di 11 milioni, rispetto a una previsione 2015 di 68,2 milioni. Tali obiettivi non sono stati assolutamente raggiunti. Stessa cosa si può dire sull'impegno di ridurre di 11 milioni i costi operativi rispetto a una previsione 2015 di 75,7 milioni, comportando di conseguenza anche l'inadempimento degli oneri previsti al successivo punto 14)".
I sindacati reputano l'azienda "inadempiente anche rispetto agli obblighi previsti nel successivo punto 16), dal momento che sono stati riconosciuti aumenti retributivi individuali e che nulla si è fatto per la rinegoziazione strutturale e definitiva dei superminimi. Analogo discorso di inadempienza vale anche per gli oneri previsti al punto 17). In ultimo si sottolinea come l'azienda non abbia nemmeno provveduto a convocare le organizzazioni sindacali ogni tre mesi per dare evidenza dell'andamento economico e commerciale, così come previsto dal conclusivo punto 18).
Si rileva infine che l’Azienda non ha ottemperato integralmente neppure agli obblighi previsti al punto 12), non avendo ad oggi presentato la fidejussione necessaria per completare il percorso di Isopensione, pur avendo all’uopo sottoscritto altro verbale di accordo, specifico, in data 15 marzo 2016. A tal proposito è bene ricordare che l’Azienda ha richiesto ai dipendenti interessati dalla procedura, che a tutt'oggi non ricevono nessun tipo di retribuzione, di sottoscrivere una proroga dei termini di ottemperanza previsti nel citato accordo del 2016, fino al 30 maggio p.v.. Entro tale data l'Azienda ha manifestato la propria speranza di riuscire ad ottenere la suddetta fidejussione". 
L'ASSEMBLEA - Le citate sigle sindacali, con l'aggiunta stavolta anche dell'Ugl, hanno inoltre indetto un'assemblea retribuita di tutti i lavoratori, in programma giovedì 27 aprile dalle ore 10 alle 11. All'ordine del giorno, l'andamento delle trattative e l'analisi della situazione aziendale.

 

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