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Marquis: 'Casinò St. Vincent, via individuata era obbligata'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

L'intervento del presidente Pierluigi Marquis a conclusione delle audizioni dei sindacati sul Saint Vincent Resort & Casino.

"C'è preoccupazione su questo argomento al quale nei prossimi giorni bisogna dare una soluzione". Lo afferma il presidente della Regione Val d'Aosta, Pierluigi Marquis, nell'intervenire a conclusione dei lavori della quarta commissione del Consiglio Valle sul Saint Vincent Resort & Casino. "Bisogna dare messaggio chiaro ai lavoratori e ai valdostani e a tale proposito voglio chiarire che la via individuata non è una scelta ma un obbligo. Il consiglio regionale ha individuato da mesi questa soluzione, l'unica che rispetta i dettami della legge regionale e di quella nazionale. Certamente non è in questo momento utile ripercorrere la strada che evidenzia le difficoltà che ci hanno portato a questo punto. Sono stati fatti interventi di ristrutturazione che servivano a rimodernare la struttura. Gli interventi vanno proporzionati ai ricavi. Il privato fa così ma anche il pubblico deve farlo. i ricavi non sono stati corrispondenti a quelli che erano nei piani. Ci sono stati fattori esterni perché questo è avvenuto, ma c'è anche stata una stima non proprio corretta di quelli che potevano essere i benefici e i ritorni dall'investimento.

Ma non è utile entrare in questi aspetti: partiamo invece dallo stato di fatto, ossia che i conti non tornano. La politica ha fatto la sua parte, riteniamo indispensabile dare un futuro alla Casa da gioco, sul sentiero della sostenibilità aziendale. Altre manovra porterebbero solo all'agonia dell'azienda. Bisogna guardare con occhio nuovo alla gestione dell'azienda. Occorre pensare al rilancio, perché è evidente che l'azienda deve aumentare il faturato, ma questo è il frutto di un percorso complesso, di sacrifici che porteranno a risultati nel tempo. Non sono possibili formule magiche per far aumentare i rivavi. Non si può che interenire sui costi della produzione, non solo del persoale, che incide al 75 percento, ma c'è un altro 25 di costi già razionalizzati, non so se ci sono ancora spazi, andrà valutato. Bisogna rendere sostenibile il costo del personale, nel modo più proporzionato possibile. Tutto il resto sono chiacchiere e bisogna partire da questo presupposto e consapevolezza. Tutti sono chiamati a qualche sacrificio e ci auguriamo che sia nella msiura più ridotta possibile, ma via di uscite diverse non ce ne sono. Ci auguriamo che siano sacrifici temporanei, e pertanto riteniamo che ci sia l'opportunità e il dovere da parte nostra e della parti sociali di sedere al tavolo e di proseguire un percorso con la governance e l'ufficio del lavoro per dare sostenibilità a un'azienda alla quale teniamo molto e che è su un piano inclinato,una situazione che può dare luogo a conseguenze che non vorremo prefigurare. Ci sono tutte le condizioni per fare questo sforzo e dare una soluzione definitiva al problema della Casa da gioco, che porti a intraprendere una via che possa proseguire attraverso un piano di rilancio che dovrò col tempo riuscire a dare risultati e portare a un riposizionamento dell'azienda nel'ambito del mercato del gioco, con ritorni sul territorio, che soffre di questa situazione. La Valle d'Aosta intera si aspetta una ripresa. I giorni corrono in fretta, vi si chiede di sedersi attorno al tavolo, di portare delle idee, per poterr addivenire il prima possibile a una soluzione concreta nell'interesse di tutti".

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