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Il dibattito sul Casinò St. Vincent, tra aperture e critiche

  • Scritto da Anna Maria Rengo

La quarta commissione del Consiglio Valle dibatte sui contenuti espressi dai sindacati sul Saint Vincent Resort & Casino.

Dibattito acceso in quarta commissione dopo le esposizioni dei sindacati attivi al Saint Vincent Resort & Casino. Patrizia Morelli (Alpe), presidente della commissione, evidenzia: "siamo consci che l'opinione pubblica in effetti nei confronti del casinò ha una visione critica. Pensiamo che sia distorta e un po' sturmentalizzata, ma corrispode in unmomento di grande crisi. Nessuno vuole i licenziamenti, serve un accordo che consenta di superare la 223".

Aurelio Marguerettaz (Uv) afferma: "Bisogna essere un po' più realisti e non dire che questo piano è realistico. Certo, i ricavi sono inalterati ma è entrato con i piedi nel piatto sulla parte dei costi, in particolare del personale. Ci sono situazioni indicate nel 2015, possiamo implementarle. L'operazione di indebitare ulteriormente l'azienda è sciagurata, sono debiti che facciamo fare a una società che è tutta nostra. Dal punto di vista amministrativo abbiamo fatto una scelta sbagliata e ora ci troviamo ad avere dieci interlocutori diversi".

L'assessore alle Partecipate Albert Chatrian afferma: "Si siamo qui oggi è perché qualcosa non ha funzionato. Non solo prendo le distanze da Margerettaz ma faccio due passaggi. La strada del parere pro veritate era semplice: dare 48,6 milioni di euro per alimentare l'azienda. Voi eravate tranquilli nell'erogare lavori che noi non abbiamo controllato, non c'è atto amministrativo che finanzia quella cifra. Ci siamo trovati qualche mese fa uno specchietto che riprende quanto inserito nei bilanci dal 2013 a oggi e che dice che dice che il totale degli investimenti è di 120 milioni di euro. Lo spesato totale è stato di 103. Non c'è atto pubblico che ha autorizzato piano da 120 milioni, quella strada di restava rischiosa. Oltre ai 120 milioni di euro l'amministrazione regionale ha pagato al sala multiuso per oltre 9 milioni di euro e passa, per un totale di 130 milioni di euro. Abbiamo deciso di seguire un'altra strada: a inizio febbraio approvato una nuova legge con cui non si mettono più soldi al buio dentro la Casa da gioco. Nel 2016 il bilancio è stato in deficit a causa degli ammortamenti e della Fornero. Abbiamo pochi giorni davanti: non è vero che la politica non ha fatto la sua parte. Ha approvato un piano e un disegno di legge. Non andremo più al buio come una volta. La novità è che l'azienda porterà ulteriori elaborazioni, ma un dato è certo: chi ha di più deve dare un po' di più. La situazione in questi anni era fuori controllo. Penso ci sia spazio, ora il costo del personale supera il 70 percento anche perché i ricavi sono scesi in maniera vertiginosa. I due indicatori devono andare in direzioni opposte: il costo del personale deve ridursi e i ricavi devono crescere. Sono certo che nei prossimi giorni ci sarà la possibilità di trovare un punto di incontro sulle proposte che l'azienda ha fatto. Oltre all'accordo del 2015 che non è stato sufficiente, questa è l'unica strada percorribile per uscire dal guado, senza licenziare nessuno. Mi auguro che i sindacati abbiano voglia di integrare l'accordo del 2015 e che non ha portato a grandi risultati. PIù della metà dei dipendenti ha un costo annuo superiori ai 70mila euro".

Nel dibattito interviene anche Augusto Rollandin (Uv): "Chatrian dice falsità e non vuol riconoscere che già nell'ottobre 2016, nella presentazione dei bilanci, c'erano i fondi necessari per restituire i fondi spesi dalla Casa da gioco per il suo ammodernamento. Tutti avevano detto che era indispensabile. Se non si ricorda questo e si viene a dire che ora si dà qualcosa legato alla nuova legge, la falsità è totale. Bisogna togliere subito il cappio della 223".
Secondo Patrizia Morelli "il dibattito di oggi è stato utile e richiama tutti alla loro responsabilità". Elso Gerandin, del Gruppo Misto, sottolinea: "La società in cinque esercizio ha perso 117 milioni di euro, tolti agli ammortamenti siamo comunque a 70 milioni. Se il sindacato ha delle controproposte da fare alla società a saldi invariati, le faccia. Il sacrificio del 2015 con inversione di tendenza degli introiti avrebbe avuto qualche effetto".
Jean Pierre Guichardaz (Pd - Sinistra Vda) prende la parola per osservare: "Chatrian è un esperto di dati e di numeri. Noi non l'abbiamo mai messa in bagarre e non abbiamo mai usato il Casinò come arma elettorale". Guichardaz ritiene "un accozzame di banalità" il piano di ristrutturazione. "La nuova governance è qui da oltre cento giorni ma tutte le situazioni che avrebbero dovuto garantire un contrappeso alla richiesta di riduzione del costo del lavoro dove sono? I lavoratori, i valdostani vogliono vedere qualcosa? Il rilancio del casinò, dell'hotel, del segmento lusso, del ristorante, previsti nel piano: cosa abbiamo visto sinora se non un braccio di ferro con le maestranze e con le organizzazioni sindacali, e che è disgustoso? Devi mettere sul tavolo delle richieste, ma devi mettere sul tavolo anche dei risultati. Vediamo solo gestione approssimativa e molto personalistica. Le responsabilità sono di tutti e io non mi sottraggo".
Luca Bianchi (Uv) si rivolge direttamente a Chatrian: "Oggi è chiaro solo il costo e il taglio al costo del personale. I giochi lavoratori sono il cavallo che traina il carro, non possono essere quelli elettronici, online e live. Oggi i sindacati ci chiedono due cose semplici: ritirare la 223 (e dobbiamo chiedere al management di sedere al tavolo senza questo vincolo) e di ripartire dall'accordo del 2015. Bisogna ripartire per riempire le sale".
Mauro Baccega (Epav) sottolinea: "C'è una cassa di risonanza negativa sul Casinò che si ripercuote sui fruitori. Si risponda ai quesiti posti dai lavoratori". 
Chatrian prende di nuovo la parola: "Ci sono punti validi nell'accordo del 2015, è da lì che si deve partire, implementare le parti mancanti. Giovedì l'azienda metta in evidenza i punti validi, modificateli o implementateli, nello stesso tempo i due intrecci devono andare i pari passo anche perché dobbiamo entrare dall'empasse. Il piano è stato approvato due settimane fa, non mi interessa parlare del passato, ma del presente e del futuro. Auspico persone capaci, al posto giusto, che sappiano come rilanciare il settore dei giochi. Per superare la 223 ci sono le condizioni, con il buon senso ma anche consapevolezza e la sostenibilità. Il pubblico fa la sua parte". 
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