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Comune Venezia, Fiano: 'Piano Casinò sia consono alla tradizione'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Una nuova mozione del Pd a Venezia chiede un piano industriale consono alla tradizione per il Casinò.

I consiglieri del Pd Rocco Fiano, Francesca Faccini, Giovanni Pelizzato, Andrea Ferrazzi, Nicola Pellicani e Monica Sambo hanno presentato una mozione, anch'essa collegata alla delibera sulla ricapitalizzazione della Cmv Spa, con la quale impegnano la giunta e il sindaco a "costruire un piano industriale adeguato agli obiettivi indicati nelle premesse, consono alla grande tradizione della Casa da gioco di Venezia".

LE PREMESSE - Secondo i consiglieri, "a un'analisi del Piano di Azione l'unica vera novità è rappresentata dai proposti interventi di sistemazione interna della sede di Ca’ Noghera, con un investimento rilevante di oltre 6 milioni di euro". Inoltre, "questo dovrebbe essere invece il punto dirimente di un effettivo piano di rilancio del ruolo della Casa da Gioco e di una proposta alternativa che vada, invece, nella direzione della costruzione di una nuova struttura, idonea ad allargare il perimetro dell'attività dell'Azienda anche ad altri settori concretamente integrabili con quelli del gioco (intrattenimento di diverso tipo, sul modello delle case da gioco americane), mentre la riproposizione di una Ca’ Noghera 'ripulita' risulta a tutti gli effetti insufficiente a dare una nuova prospettiva al futuro della casa da gioco" e "la vera sfida per l'Amministrazione comunale dovrebbe essere quella di abbandonare definitivamente la vecchia sede di Ca’ Noghera per perseguire l'attuazione del progetto del nuovo Casinò, magari all'interno del quadrante di Tessera, in aree già di proprietà della stessa Casa da Gioco, come peraltro già previsto dal Piano di Assetto del Territorio (Pat) che prevede la realizzazione di una cittadella del gioco e dello sport nell’area del Quadrante Tessera: in questo modo la nuova Casa da Gioco diverrebbe l'unica opportunità di una sua effettiva riorganizzazione e rilancio, con modalità rinnovate e ampliate di operatività e l’occasione per una contestuale riapertura della grande partita sul destino di quelle aree e sulla loro valorizzazione". I consiglieri considerano, in aggiunta: "per quel che riguarda la sede di Ca’ Vendramin Calergi, ritenendone la chiusura un passo inopportuno e da evitare, potrebbe ritenersi plausibile un suo eventuale ridimensionamento di stretta funzionalizzazione al mantenimento di un'immagine 'alta' della casa da gioco e della sua stretta appartenenza alla città di Venezia".
 
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