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Casinò tricolori, tra caos e crisi strutturale

  • Scritto da Anna Maria Rengo

I casinò italiani alle prese con indagini, buchi di bilancio e forti tensioni con i sindacati: sempre più urgente una risposta individuale e strutturale.

Guardia di Finanza a Campione per capire i motivi dei mancati trasferimenti di fondi da parte del Casinò al Comune. Ca' Vendramin a rischio chiusura a Venezia, a detta del sindaco Luigi Brugnaro e dell'assessore Michele Zuin, a causa delle cause intentate dai sindacati. Incassi ancora in calo a Saint Vincent, nonostante il piano di ristrutturazione e di rilancio approvato. E non si dispiacerà il Casinò di Sanremo, se non diciamo qualcosa di preoccupante anche su di esso! Tuttavia, c'è e come di che preoccuparsi, per la sorte e anche il presente dei casinò italiani, come hanno evidenziato pure i fatti più eclatanti della scorsa settimana. Qualcosa di serio non sta funzionando, nel rapporto tra proprietà e società di gestione, tra i due soggetti e i sindacati, e tra azienda e clientela. L'abbiamo detto più volte, dando ragione al sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta: serve una soluzione strutturale. Magari, non necessariamente o d'imperio una società centralizzata di gestione, sulla quale si può comunque ragionare, ma che metta fine al caos attuale. Per esempio, la prospettiva della chiusura della sede storica del Casinò di Venezia, probabilmente lo scenario più vicino dal punto di vista temporale, deve dirla lunga sul fatto che il sistema non funziona più, colpa o non colpa dei sindacati. La chiusura, in ogni caso, sarebbe un durissimo colpo all'immagine del casinò, della citta ma anche dell'intero settore, che dimostrerebbe appieno di non sapersi reggere sulle proprie gambe, di non saper rigenerarsi e fare fronte a una crisi, c'è da tornare a ricordarlo, che sembra, nel settore del gioco, aver colpito solo i quattro ex monopolisti.

Su questo tutti dovrebbero fare una seria riflessione, o meglio ancora un esame di coscienza, per capire come mai si è arrivati a questa situazione e che cosa devono essi stessi fare, per porvi rimedio. Purtroppo, in queste settimane i casinò non stanno dando una bella immagine di loro stessi, come pure molti dei loro attori protagonisti. Ogni crisi può essere un'opportunità, verrebbe da dire facendo un bagno di ottimismo: in questo caso è davvero scoccata l'ora della responsabilità, del dialogo e dell'apertura a soluzioni nuove, anche se probabilmente la risposta “condivisa” arriverà dopo, se arriverà, quelle urgenti e immediate che bisogna dare all'emergenza in atto.
 
 
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