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Il giugno bollente dei casinò italiani: qualcuno raffreddi gli animi!

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Settimane decisive per il futuro di tre casinò italiani: sindacati in fibrillazione e forte tensione.

Tre giornate di sciopero, per ora (cui aggiungere quella concomitante con la giornata di svolgimento del consiglio comunale che ha approvato la ricapitalizzazione della Cmv Spa), al Casinò di Venezia, e sindacati pronti, direttamente o tramite i loro legali, a spiegare alla direzione regionale del lavoro i motivi per cui al Saint Vincent Resort & Casino non si è arrivati a un accordo alternativo ai 264 esuberi, e nemmeno a firmare il verbale di mancato accordo predisposto dall'azienda. Non c'è che dire: temperature bollenti nei due casinò, alle prese con la mission quasi impossibile di raddrizzare i conti e, soprattutto, con quella ancora più difficile di trovare un accordo tra azienda e sindacati. Le posizioni sono state raramente più distanti di così, anche se a Saint Vincent non si è scelta la strada dello sciopero, imboccata con gravi ripercussioni sui conti aziendali a Venezia, dove si sono incrociate le braccia (sostituiti, in parte, da dirigenti), anche nel ponte festivo del 2 giugno, forse irrigidendo ancora di più le posizioni. Ma certamente, arrivate al tavolo amministrativo, esaurito senza alcun esito quello aziendale, testimonia chiaramente come pure a Saint Vincent la trattativa sia decisamente in salita, nonostante l'ottimismo scaturito dall'approvazione del piano di ristrutturazione e del disegno di legge con il quale si prevede un conferimento di 20 milioni di euro alla Casa da gioco.

In questo scenario, incombono le elezioni amministrative, che interessano direttamente il Casinò Campione d'Italia, visto che gli scenari sono due: o si raggiunge il quorum, e dunque viene eletto sindaco Roberto Salmoiraghi, oppure arriva il commissario prefettizio. In entrambi i casi, sono forieri di decisioni importanti per la Casa da gioco, magari di nuove politiche di sviluppo e di rilancio, anche se al momento non del tutto prefigurabili, viste le tante variabili in campo, come per esempio il delicato rapporto con gli istituti di credito e con il governo centrale.
In ogni caso, c'è da segnare una data sul calendario: 1° luglio 2017. In quella data dovrà essere esaurita la trattativa amministrativa sui 264 esuberi a Saint Vincent e scadrà il vigente contratto di lavoro a Venezia. Nessuno ha motivo di dormire sonni tranquilli.
 
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