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Riordino casinò, la sfida 2017 di Federgioco

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il governo ribadisce l'intenzione di riordinare e riequilibrare le normativa sui casinò, tema che entra necessariamente nell'agenda di Federgioco.

Tra i temi che Federgioco dovrà affrontare nei mesi a seguire  figura certamente la riorganizzazione dell'offerta di gioco in Italia e la conseguente intesa che da mesi ormai si sta cercando in sede di Conferenza Unificata. Se, o meglio "come", il numero di slot sarà ridotto al di fuori del Casinò ha infatti conseguenze sul loro business. Ma ancora più dirette saranno le conseguenze dell'attuazione delle norme che li citano espressamente.  Un riordino normativo e un riequilibrio della loro presenza sul territorio: disposizioni, in realtà, presenti già nella prima bozza di proposta governativa, ma che solo negli ultimi giorni è stata oggetto di pubbliche valutazioni critiche,  da parte della Consulta nazionale antiusura.

Gli "onori" della cronaca, forse, sono stati facilitati dal fatto che in questi stessi giorni fanno notizia non solo i buchi di bilancio del Saint Vincent Resort & Casino, ma anche quelli del Casinò di Venezia, mentre si attendono i contraccolpi mediatici della sola lista presentata per le prossime elezioni amministrative a Campione d'Italia, quella che vede come candidato a sindaco Roberto Salmoiraghi.
Sia a livello locale che nazionale, in effetti, c'e poca voglia di ripianare i conti di società nate per erogare beni e servizi tutt'altro che si prima necessità, il cui rosso è spesso attribuito a gestioni allegre e ai tanti/troppi benefici concessi al tanti/troppi dipendenti.

In questo contesto le aziende e le proprietà, a livello singolo e con chi le rappresenta tutte, ossia Federgioco, devono agire. Innanzitutto con una corretta informazione sul "perché" si sia arrivati a queste situazioni  (il rapporto convenzionale è determinante, anche se le altre "colpe" prima citate non sono prive di fondamento e una gestione più sana, vedi Sanremo, era ed è possibile) ma soprattutto nell'essere proattive, propositive e non arroccate su mere difese corporative, al momento di ridefinire le norme che le riguardano. Lo Stato non è un papà benevolo che tutto perdona e sana. Così come sta chiedendo al gioco pubblico chiederà, per motivi diversi, al Casinò. E l'anno associativo che viene  (il 16 maggio si presenta a Milano il programma del presidente di turno Giulio Di Matteo) sarà e dovrà essere dedicato alle nuove sfide di risanamento  (imposte anche dalla legge Madia) e di riordino. 
 
 
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