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Casinò Venezia, venti slot provocano una tempesta in laguna

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Acque agitatissime, per la trattativa sul piano industriale del Casinò di Venezia: gli scenari prospettati dal sindaco sono assai minacciosi.

Mentre a Saint Vincent, come annunciato e previsto, i sindacati diffidano l'azienda all'applicazione dell'accordo dell'ottobre del 2015, al Casinò di Venezia si registra una inattesa e discussa frattura, al tavolo della trattativa a tre sul piano industriale. Le sigle sindacali, che nei giorni precedenti si erano divise sulla controproposta di riorganizzazione da presentare all'azienda, hanno infatti ritrovato l'unità nello stigmatizzare la decisione "unilaterale" dell'azienda di rimuovere venti slot da Ca' Noghera. Una decisione che azienda e proprietà hanno ridimensionato, spiegando che si tratta di una semplice manutenzione, anche se in verità la comunicazione relativa, inviata per conoscenza anche ai sindacati, non esplicita i motivi della rimozione.

Resta il fatto che la scelta dei sindacati di abbandonare il tavolo della trattativa, peraltro già oggetto di diverse richieste di rinvio sempre da parte loro, ha suscitato polemiche e una forte e dura reazione anche da parte del sindaco Luigi Brugnaro, che ha avvisato del rischio di 150 esuberi e della chiusura provvisoria della sede di Ca' Vendramin se non sarà raggiunto, in tempi non biblici, l'accordo con i sindacati. Per ora, nessuna reazione pubblica, dopo che si erano ventilate ulteriori azioni sindacali. Ma è evidente che in questa situazione di stallo non si potrà restare e che qualcuno dovrà fare un primo passo, non necessariamente di tipo conciliativo. Certamente, vista da fuori, abbandonare il tavolo sindacale per venti slot può sembrare una reazione eccessiva, fosse anche per affermare una questione di principio. Sempre vista da fuori, ci si chiede anche se e quanto le ultime decisioni aziendali, che talvolta hanno assecondato le richieste sindacali, sono state utili al rilancio degli incassi e alla quadratura dei conti. Per esempio, la revoca della sperimentazione della gestione delle puntate ai tavoli, visto che a oggi gli incassi 2017 sono in calo rispetto all'analogo periodo del 2016 e così proseguendo c'è il rischio che quello passato sarà ricordato come l'anno buono del Casinò, l'unico della storia recente a chiudersi con il segno più. 

I vari attori di una trattativa che non sembrava una mission impossible  (come si dovrebbe descrivere, sennò, quella sui 264 licenziamenti a Saint Vincent?) ma che poi lo sta diventando, dovrebbero tutti assumere consapevolezza dei numeri. Degli incassi e di bilancio. Sono questi i numeri che contano, mettendo se non da parte, in secondo piano le prove di forza, le ripicche, gli spiccioli "do ut des", questioni che possono essere la notizia del giorno ma che non sono per nulla il nocciolo della questione. 

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